1. 005 liquami dall'inferno


    Data: 17/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... espulso nel tormento degli sfinteri.
    
    I due maiali allora si incunearono tra la mia verga e le natiche dell’uomo risucchiando ogni possibile liquame.
    
    Poi il vecchio lentamente scavallò, e pose entrambe le ginocchia ai bordi del letto da cui discese svenente in un equilibrio ancora instabile. I due annusarono il mio corpo liberato e solo quando furono certi di ogni assenza del mio sperma, si decisero a raccogliere ciascuno le proprie mutande e scomparvero insieme oltre la porta.
    
    Ebbi un profondo brivido che dalla schiena scendeva ai lombi fino a disperdersi nel perineo.
    
    Da quel momento le mie membra conobbero un piacere nuovo. Strano. Sentii come una strana euforia. Il sesso, questo dono meraviglioso datoci da un dio misterioso era certo funzionale alla specie, ma mi si dispiegava nelle mille forme in mille seduzioni di luce ardente nel buio della notte degli esseri umani. Era la vita, era scheggia di luce al termine della notte disse qualcuno. Era bello.
    
    Mi toccai lievemente la pelle del petto, sfiorai il capezzolo eretto e mi pulsava ancora il nerbo quasi che io volessi riprendere ancora quel gioco fino alla fine del mondo. Era bello. Era rivelazione. Era apparizione di dio nelle gocce di luce che mi scorrevano nel basso ventre.
    
    Poi toccai meglio il mio membro. Era di un umido vischioso. Portai le dita al naso e fiutai un terribile odore come di... di Cacca.
    
    Ecco, odo di già il mormorio degli indignati.
    
    Lo so, è un passaggio che avrei dovuto evitare ...
    ... no?
    
    Ma non è alle masse che lo scrivente sussurra le sue riflessioni. Le masse sono cavie e CUM non parla ai roditori che riempiono gli stadi per ascoltare squinternate senz'arte ne parte.
    
    In quell'odore vischioso di quella roba lì, vi è tutta la metafora in sole due dita.
    
    Ma bisogna che si sappia che quell’odore molesto fagocitò le celestiali visioni degli attimi prima di quel contatto e si diffuse nell’aria quello che io definii gli odori dell’inferno. Bisognerebbe che alle esperienze degli inferi in terra descritti dagli scampati di carceri, lager o manicomi, vi fosse l’ausilio degli odori nefasti respirati a suo tempo nei meandri oscuri di quei serragli, perché l’uditore possa essere compartecipe di stomaco, prima che di cuore, alle vicende toccate in sorte allo sventurato. C’è qualcosa che non ci raggiunge nelle testimonianze di chi ha vissuto le esperienze dei lager, ad esempio. Sono i suoi miasmi. L’aria infetta. L’esalazione nociva. I fetori. I puzzi. I tanfi.
    
    La mente ricorda gli odori molto più di ciò che osserva. Sono gli odori ad evocare le ataviche memorie dell’uomo.
    
    Ed io presto con quegli odori, e molti altri ancora, avrei dovuto oliarmi, perché infondo ogni angolo di quel luogo ne era pervaso.
    
    Gli odori ci tormentano, perché anche se si ha la fortuna di cavarsi fuori da quegli inferni, capiterà sempre nella vita da uomini liberi di imbattersi occasionalmente in questi miasmi, anche solo per pochi istanti. E ad ogni incursione in certi odori, la ...
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