1. 005 liquami dall'inferno


    Data: 17/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    Quando nell’inverno del 2007 ci ritornai l’atmosfera non era cambiata.
    
    Fu molto difficile per me tornare nel luogo della mia memoria, teatro di inique afflizioni fisiche e psicologiche, e se non fosse stata per la rassicurante presenza di una materna ed erudita giornalista televisiva, forse non ci sarei mai più ritornato.
    
    Giungemmo in un giorno di pioggia. Tutto era desolato. La giornalista sapeva di cosmetica, sapeva cioè di ciprie, di lacca, di rossetto e di creme per le mani. Lei era fresca nonostante l’età, era cotonata, camicia di seta, aria succinta e autorevole, dizione forbita nonostante un flebile accento partenopeo…eppure… eppure v’era qualcosa in lei di profondamente materno.
    
    Lei mi pose la mano sulla mia ed io la guardai stando seduto nella macchina che nel frattempo aveva spento il motore.
    
    Respirai profondamente, aprii la portiera ed affondai il primo passo sul verdissimo prato e di quel giorno, se posso solo rubare ancora qualche secondo al mio lettore paziente, ma di quel giorno ricordo forte l’odore dell’erba bagnata.
    
    La troupe ci seguiva. Tutto scrosciava tra le foglie aulenti di alberi millenari. Quando giungemmo davanti al monastero, mi fermai un solo secondo, e alzai gli occhi ai pinnacoli della solida costruzione di pietra. Le grandi vetrate spiccavano così alte da gareggiare con le cime di olmi grandissimi, e competere persino contro la corsa delle gravide nuvole vorticose.
    
    Le rive del lago erano a pochi passi, e in fondo, proprio ...
    ... dietro un piccolo promontorio dalle ripe verdissime, si incavava l’abitato di Ginevra, a nove chilometri più a sud.
    
    I gendarmi che ci avevano accompagnato fin lì aprirono il grande portone. Fiutai l’aria di quegli spazi vuoti e smisurati, e già udivo l’eco di urla disperate dei tanti ragazzi come me la cui sorte aveva infierito con l’abominio di una società organizzata di falsi prelati, che si incensava di compiere ogni bene, ma che metteva a regime ogni empietà a danno di noi ragazzi.
    
    Chi sa se qualcuno ricorda. Forse tutto sarà finito nel dimenticatoio. Il tritacarne mediatico obnubila la memoria degli italiani, ma ricordare è un dovere. La congrega fu smantellata dopo lunghe indagini della magistratura svizzera e di quella italiana. Il Vaticano aveva già disconosciuto quella setta molti anni prima. Non un dito però fu mosso dagli organi inquirenti se non quando vennero alla luce fatti sconcertanti. Qualcuno di noi aveva iniziato a parlare.
    
    La giornalista mi invitò a passare davanti alla porta del direttore ed ebbi un forte tremore alle gambe, e poi svoltammo in un secondo corridoio, disadorno e secondario rispetto al primo, e che immetteva alle camerate d’allora. Oggi so che quel monastero appartiene ad una nota fondazione finanziaria.
    
    Al fondo di quel corridoio si apriva un grande varco che immetteva in una ampia corte. Uscimmo. Ed ecco, alla vista dell’olmo millenario che guardavo tutte le notti nella mia camera livida, ecco che alla vista di quell’olmo immenso, ...
«1234...8»