1. 005 liquami dall'inferno


    Data: 17/04/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... loro fu il primo. Si accomodò. Sentii le resistenze degli sfinteri nella polpa umida e unta del prelato ma le sue vesti, i panneggi che ricoprivano la sua figura, mi occultarono del tutto le sue forme, lasciando che mi abbandonassi al piacere cieco del solo sentire sensoriale. Cavalcò a lungo, incurante di me se non che il mio corpo non gli fungesse da supporto nell’incessante suo cavalcarmi. Mi teneva premuto sul petto, scaricando parte del peso del suo corpo, dando agio così al bacino di altalenare sulla mia minchia, così, e ad occhi chiusi e labbra spalancate egli gemeva geloso del suo nervo. Ma gli altri due, impazienti questa volta del loro turno per l’imminente albeggio, sollecitarono il vecchio perché fosse dato loro un piacere similare.
    
    Ma il vecchio si dimostrò impietoso ed accelerò l’agilità della sua schiena reclutando il bacino in una danza funesta.
    
    Premette sul mio sterno ed un lampo illuminò il suo viso sfigurato nel deliquio di un orgasmo della prostata, perché sentii il caldo scivolare del suo liquame sul mio ventre senza che forse il membro del tale fosse del tutto divenuto turgido. Urlò e strinse le natiche paralizzandosi tutto, stirando i nervi del collo e provando fino all’ultimo istante la grande ondata della propria delizia.
    
    Poi il vecchio animale agile crollò su di me, e mi alitò all’orecchio qualcosa in francese che io non seppi decifrare. Poi prese a baciarmi delicatamente il lobo e poi collo fin sotto il pomo d’Adamo. Fu li che inoculai il ...
    ... mio seme nelle sue dense recondità pregne di un viscoso liquido rettale. Poi in quegli attimi di requie, dai bassifondi del mio ventre sentii affiorare per la prima volta le pulsioni di un orgasmo nuovo, elettrico, potente ma breve, troppo breve ma bellissimo lungo la via dell’uretra che saliva e saliva e… saliva.
    
    Era un orgasmo così lontano da quelli fino ad allora conosciuti, e che credevo mi fossero dati per natura lungo la sola via del retto. Fui stupito, e non seppi muovermi dal mio stare supino e teso, a pugni chiusi a ventre contratto spremendomi nelle scariche elettriche del mio cervello e del nervo dentro corpo viziato di quel vecchio licenzioso.
    
    Rimanemmo agganciati come cani. Osai posare le mie mani sulle sue natiche ed egli restava con il volto confitto tra il cuscino ed il mio collo.
    
    Fuori la luce si stava affacciando e gli altri due prelati sollevarono le vesti del vecchio in preda alle voglie malsane. Risvoltarono i lembi dell’abito sui lombi dell’uomo, si apprestarono con le dita tremanti a sfilare la mia minchia dall’ano. E’ inutile dire quanto i due si accanissero sulla mia cappella oliata dalle mucose del tale e della mio stesso sperma.
    
    Essi leccarono come in una disperata contesa per la loro stessa sopravvivenza. Il vecchio ansimava. Stava con le braccia ad avvolgermi la testa e mi baciava a piccoli gesti. Poi si contraeva a lungo ancora, e poi lo sentii gemere come in uno sforzo estremo, e udii l’ano crepitare di bollicine di sperma che veniva ...
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