1. Piscina – Vecchi racconti di ErosItalia


    Data: 25/03/2022, Categorie: Etero Autore: Vecchi Racconti, Fonte: RaccontiMilu

    ... riprese la cosa che amava fare di più e ricominciò a sgrillettarsi e a leccare. Io guardai la figlia che studiava la scena. Mi inginocchiai sulla faccia della madre, che portò la sua lingua nel mio buco del culo e cominciò a leccare e a mordere Io feci cenno alla figlia, come per dire “guarda tua madre che cosa fa” e mi girai sempre con il culo sulla faccia della madre, in modo da dare le spalle alla figlia che così poteva vedere ogni leccata della madre al mio culo. Dovevo fermarla, perché così mi faceva venire e io volevo venirle in bocca. Mi alzai: “Vieni che ti scopo la bocca come prima” Lei si inginocchiò aprendo la bocca e io la portai contro il muro che c’era di fianco alla porta del bagno, a pochi centimetri dalla porta. Sua figlia si allontanò impaurita. Lei non fece resistenza e si appoggiò con la testa contro il muro. “Senza le mani, devi muoverti solo con la bocca” e le infilai di botto il cazzo in gola mentre lei aveva un rigurgito di vomito, che trattenne. La figlia guardava a pochi centimetri la madre che lo prendeva in gola. Io cominciai a pistonare piano, ma fino in fondo, fino alle palle. Le tenevo la testa e andavo su e giù e intanto guardavo la figlia. La madre fece dei versi strani, forse per dirmi di fare più piano ma ottenendo l’effetto di aumentare l’eccitamento. Feci sempre più forte e sentivo la cappella che si infilava in gola. La madre ogni tanto appoggiava le mani alla base del cazzo, come per rallentare le pistonate. Capii che continuando ...
    ... l’avrei soffocata e tirai fuori il cazzo. “Avanti, io penso che ti piace, dillo, dimmi che vuoi che ti venga in bocca” “Mi stavi soffocando ma mi piace, si, lo voglio tutto” “Se ti vedesse tua figlia chissà cosa direbbe” La figlia mi guardò e mi fece cenno di non dire nulla. “Forse vorrebbe essere al mio posto, non sai quante volte l’ho guardata ingoiarsi sborra dai cazzi dei tuoi amici” Stefania non credeva alle sue orecchie, mi guardò e arrossì. “Una volta ha spompinato suo fratello, in camera. Dalla mia camera c’è un quadro dove si può vedere chiaramente tutto” Stefania guardò in alto, come per ricordarsi quando era stato. “E tutte le volte che l’ho vista fare un pompino si è fatta sborrare in faccia, ma a volte anche in bocca” Io non resistevo più: guardando Stefania presi per la testa sua madre e glielo infilai piano piano. Stefania guardava il mio cazzo entrare lentamente nella bocca della madre e mi guardava compiaciuta come se mi invitasse a umiliare la madre ancora di più di quanto era successo. Io ormai stanco ero deciso a venire, lei aprì la bocca e se lo cacciò in gola, e poi fuori e poi in gola. Io a ogni colpo godevo e pregustavo la sborrata che stava per arrivare. Lei mi prese il culo con le mani e spingeva il mio bacino contro la sua faccia. Giù fino in fondo e fuori. Io preso da un raptus le presi i capelli. Lei urlò, per quello che si può urlare con un cazzo in gola e io cominciai a cavalcarla sempre più forte. “Sto arrivando, arrivo!” Stefania adesso era molto ...
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