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Piscina – Vecchi racconti di ErosItalia
Data: 25/03/2022, Categorie: Etero Autore: Vecchi Racconti, Fonte: RaccontiMilu
Faceva un caldo torrido, ma normale per metà luglio. Per fortuna Andrea, il mio migliore amico, era uno che stava bene, tanto da permettersi una piscina, non molto grande ma comunque molto rinfrescante in questo periodo. Ormai finito il periodo degli esami all’università potevamo andare in giro a cazzeggiare praticamente tutto il giorno. E il pomeriggio lo passavamo molto spesso a casa sua, in piscina. A me faceva comodo, gli altri nostri amici lavoravano quasi tutti e piuttosto che gironzolare sotto i 32 gradi pomeridiani, preferivo starmene in piscina anche se la compagnia era rappresentata dalla sorella di Andrea, lo stesso Andrea e sua madre. Sua madre, una donna odiosa e irritante, a dir la verità la vedevo poco anche lì in piscina perché era sempre via, era infermiera e faceva i turni. Meglio così, non so per quale strano motivo aveva un atteggiamento strano nei miei confronti, ogni occasione era buona per rimproverarmi di questo e di quello. Mi guardava sempre in modo molto strano. Quelle poche volte che lei c’era mi sentivo un po’ a disagio, ma a parte questo era una gran pezzo di figa sui 35 / 40 anni, dato che aveva avuto Andrea quando era poco più di una bambina. Aveva un fisico spettacolare, nonostante l’età, con due tette paurose ed ispirava sesso che era una cosa incredibile. Non ricordo neppure quante seghe mi sono fatto pensando di trombarmela. Ma la odiavo, era una cosa di pelle. Doveva essere una gran troia, o comunque questa era la voce che girava in paese ...
... e si sa, le voci sono molto spesso vere. La sorella di Andrea invece era simpaticissima e molto carina. Anche se era molto piccola, 16 anni, aveva un fisico migliore di quello di sua madre. Fatto sta che quel martedì pomeriggio, come quasi tutti i pomeriggi, andai a casa di Andrea, suonai e mi rispose la madre. Chiesi se c’era Andrea e lei rispose: “Si, entra. ” Io entrai in casa e mi diressi verso la porta che dà sulla parte centrale della casa, come facevo di solito. Dalle scale sentii una voce: sua madre che mi diceva: “Matteo arrivo, aspetta” Al che pensai: “Che palle! Chissà cosa vuole. E poi dov’è Andrea?” Dopo 2 minuti sua madre scese dalle scale. Con tutta probabilità era appena uscita dalla doccia, perché aveva i capelli bagnati, ma soprattutto un mini asciugamano arrotolato poco sopra i capezzoli, che le copriva a malapena la passera. La mia reazione fu molto soft, grazie al mio mostruoso autocontrollo. Per niente imbarazzato le chiesi: “Mi scusi se l’ho disturbata, mi sa dire dov’è Andrea?” e lei rispose “Ma figurati, ho finito adesso e Andrea è andato da mia sorella per una commissione. Sarà qui a momenti” “Mi dispiace, dovevo telefonare prima, ritornerò più tardi” Intanto lo sguardo non poteva non cadere, involontariamente, verso il basso, verso quella piega dell’asciugamano che si apriva a ogni colpo di pettine e che lasciava intravedere per qualche frazione di secondo il pelo della figa, rasato di fresco…rosso come i suoi capelli, irresistibile. Non poteva non ...