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Piscina – Vecchi racconti di ErosItalia
Data: 25/03/2022, Categorie: Etero Autore: Vecchi Racconti, Fonte: RaccontiMilu
... accorgersene e le spiegazioni erano solo due: o era molto disinibita o era una gran vacca. “Ma no, resta. Fra poco arriva anche mia figlia e comunque Andrea mi ha detto di farti restare. Vai in piscina, se vuoi puoi farti un bagno e comunque io e mia figlia arriveremo subito” Per un momento ho pensato cose strane: ho pensato che avesse voglia di sesso, che volesse trombarmi. E io avevo così tanta voglia, che non mi sarei tirato indietro. Che fosse la madre di un mio amico, non poteva fregarmene di meno e l’idea di fottermi quella odiosa troiona lì a casa sua era così eccitante. Ma probabilmente i miei erano solo pensieri, fantasie. In ogni caso le dissi: “La ringrazio. Allora vi aspetto lì in piscina e dica a Stefania di portarmi quel C.D. che le ho prestato. ” “Certo Matteo, se vuoi cambiarti puoi andare in garage, è aperto. Il bagno è chiuso perché lo hanno appena ridipinto. ” Detto questo lei risalì le scale e io aspettai qualche secondo, per guardare dal basso il suo stupendo culo. Si vedeva tutto, mentre lei saliva le scale e continuava a pettinarsi. Dio, era davvero figa, avrei voluto palpargli quel culone, saltarle addosso e violentarla. Lei sapeva di eccitarmi e forse lo faceva apposta, forse era un’altra delle sue cattiverie, ma perché ce l’aveva con me? Meglio non pensarci. Così mi diressi verso la piscina, all’aperto. Appoggiai lo zaino per terra, vicino alla sdraio, mi sedetti e mi rilassai un attimo. Aspettai qualche minuto ma non arrivò nessuno. Poi dalla ...
... finestra si affaccia Stefania, che mi saluta e dice: “Matteo, arrivo fra 10 minuti, sto duplicando il C.D. ” Io le feci cenno di sì e intanto decisi di mettermi il costume e di fare un bagno, anche perché il mio cazzo aveva bisogno di una rinfrescata. Andai in bagno ma era chiuso a chiave, proprio come mi aveva detto. Allora andai verso il garage, che è molto grande, entrai e dietro la porta c’era un’altra porta, quella che comunica con il bagno, quello chiuso. Socchiusi la porta e mi tolsi i calzoncini e le mutande. Cercai il costume nello zaino, continuai a cercare, sempre nudo, con una magliettina che non mi copriva neppure l’ombelico. Cristo, avevo dimenticato il costume! possibile? Eh si! Piegato verso lo zaino, preso dalla preoccupazione nel cercare il costume, non mi accorsi che dalla porta che comunica col bagno era entrata la madre. La scena che doveva aver visto non era delle migliori: praticamente il mio bel culo e i miei bei coglioni penzolare, mentre ero piegato a vuotare quel cazzo di zaino. Non me ne accorsi subito, purtroppo o per fortuna e lei era rimasta lì a guardare, compiaciuta dello spettacolo, per almeno una ventina di secondi. Poi, con indifferenza, mi disse: “Cerchi qualcosa?” Io mi alzai e mi girai di scatto, mostrandogli il mio cazzo involontariamente. Lei, fissa con lo sguardo verso il basso e con un sorrisetto malizioso mi ripete: “Cerchi qualcosa?” Io mi misi le mani sul pacco e spiccicai qualche parola, imbarazzatissimo: “No…io…è che non lo trovo…non ...