1. Piscina – Vecchi racconti di ErosItalia


    Data: 25/03/2022, Categorie: Etero Autore: Vecchi Racconti, Fonte: RaccontiMilu

    ... Quelle parole erano assurde ma mi sembrarono una buona giustificazione per continuare. Sapevo che in quella famiglia la madre era una troia e dai miei amici sapevo che Stefania spompinava chiunque le faceva dei complimenti. Se lo portava a casa e la classica scusa era che lei voleva vendicarsi di un suo ex. “Ora ti dico di più, io e lei abbiamo un rapporto molto aperto, mi dice tutte le sue esperienze sessuali senza problemi e io le dico le mie” “Non le dirai di questa spero…” “No, anche se a lei interesserebbe, visto che mi ha detto più volte che le piaci, anzi mi ha detto che vorrebbe fare del sesso con te e con il cazzo che ti ritrovi anche lei avrebbe scelto bene” Era veramente assurdo, che famiglia! Troia lei e troia la madre, povero Andrea… Detto questo il cazzo mi si era un po’ ammosciato, forse per la tensione o la paura, ma le storie su Stefania me lo avevano fatto tornare ritto come prima. Lei, accortasi della mia sorpresa e sempre con l’obiettivo di mettermi a disagio si avvicinò: “Se vuoi la chiamo. Io me ne vado e te la scopi, mi metto in bagno e mi limito a guardare” La cosa mi eccitava ma sapendo che sua figlia era una troia come lei mi riservavo di trombarla in un altra occasione. Volevo finire con sua madre e volevo finire come aveva sempre sognato, sborrandogli in faccia. “Non oggi, adesso tu continui e mi spompini fino a farmi venire e poi sta a te scegliere se la vuoi in bocca o no” “Prima voglio finire il lavoro che stavo facendo” E facendomi sdraiare ...
    ... di nuovo ricominciò a leccarmi i coglioni e poi il culo. Io la assecondai, pregustando la sborrata che presto avrei riversato nella gola della troia. Mentre era intenta a leccarmi il buco, alle sue spalle, dalla porta del bagno, vedo Stefania che con faccia indescrivibile osserva la scena. Non dev’essere una bella vista, anche per una troia, vedere la madre che si attacca al culo di un suo amico come se fosse una fetta d’anguria. Io non sapevo cosa fare e rimasi zitto e fermo. Stefania, superato lo stupore iniziale, mi guardò e mi fece cenno con la testa come per dire “non ci posso credere”. Io non so cosa fare, se dire alla madre che sua figlia la stava guardando o stare zitto. Stavo per parlare quando Stefania mi fece cenno con il dito, come a dire “zitto” e si piazzò a guardare la scena. Io, imbarazzatissimo, seguii il suo consiglio, anche se il mio cazzo aveva subito un forte stress e si era afflosciato di colpo. La madre se ne accorse: “Cosa c’è, non ti piace se ti lecco il culo? Non lo trovi eccitante?” Io, ripreso dall’imbarazzo, ripensai alla scena che avevo davanti: avevo la possibilità di trombarmi la madre davanti alla figlia: Cristo, questo era umiliarla. “No, mi piace continua” Allora mi alzai e la feci sdraiare per terra, con le spalle alla porta da dove la figlia guardava e mi ci sedetti sopra. Lei cominciò col succhiarmi la cappella e poi si portò sui coglioni. La figlia guardava ma non credeva ai suoi occhi. “Si troia, succhiami le palle, in gola, dai…” Lei ...
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