1. Piscina – Vecchi racconti di ErosItalia


    Data: 25/03/2022, Categorie: Etero Autore: Vecchi Racconti, Fonte: RaccontiMilu

    ... succhi fino a farmi venire, l’ho sempre sognato, un bocchino da te, fammi un bocchino, adesso” Lei, forse eccitata dalle mie parole, non si fece pregare e si inginocchiò davanti a me. Mi sfilò i boxer dalle caviglie e cominciò a leccarmi l’ombelico. La cosa mi eccitava in modo pauroso, era quello che avevo sognato così tanto: chi non ha mai pensato di fottersi la madre di un suo amico, in più se figa. A me stava accadendo, anzi, mi stava facendo un pompino, la stessa che 10 minuti prima salutavo dandole del lei. A poco a poco scese con la bocca fino quasi al cazzo. Poi, da vera troia, cominciò a baciarmi le cosce e poi su, sempre lentamente. Guardandomi in faccia e senza usare le mani cominciò a baciarmi i coglioni: prima il destro e poi il sinistro. Dio, che troia. Piano piano me li succhiava, li prendeva in bocca, mi alzava il cazzo con la mano e affondava la faccia nei coglioni. Sembrava che stesse succhiando delle caramelle. Faceva dei rumori assurdi. Io non resistevo più: “Succhiami il cazzo, troia” Lei continuava a giocherellare con la lingua e con i miei coglioni. Finalmente, con una grossa leccata, si diresse sulla cappella e arrivata in cima mi guardò. “Dentro, avanti, voglio sentire l’ugola toccare la cappella, su troia, cosa aspetti?” Lei esitò, girando intorno alla punta della cappella con alla sua lingua e sorridendo un po’ . “Troia, cosa aspetti? Succhia!” Era davvero il massimo, dire quelle parole, in quella situazione, a lei, alla madre di Andrea. Lei, con ...
    ... una botta sola, se lo infilò in gola e cominciò a succhiare come un lattante. Sentivo la sua lingua che mi lucidava la cappella e godevo come mai prima. Lei andava su e giù, accompagnando i movimenti con le mani. Ogni tanto rallentava, succhiando come un aspirapolvere. Chissà quanti pompini doveva aver fatto nella sua vita, per diventare così brava. Io preso dalla foga del godimento cominciai a muovermi avanti e indietro, accompagnando i movimenti della sua bocca. Alcune volte arrivò a toccarmi i coglioni con le labbra e sentivo che quasi tutta la cappella gli entrava in gola. Lei sembrava non risentire dei colpi da martello, anzi cominciò a sgrillettarsi con tutte e due le mani, lasciando a me l’iniziativa. Io, ormai preso dalla foga, la trascinai contro la parete, sempre con il cazzo in bocca. Lei mi guardò male, ma non fece cenni di resistenza e andò avanti a sgrillettarsi con violenza. Io cominciai a pistonarla, come se invece della sua bocca il mio cazzo stesse affondando in una figa. Facevo dei movimenti avanti e indietro, infilandogli ogni volta il cazzo in gola fino ai coglioni. Le prendevo in mano tutta la testa, mandandola avanti e indietro, scopandomi la sua faccia come se fosse la figa di una troia. Stavo godendo così tanto che ogni tanto dovevo fermarmi per non venire subito, lasciando che anche lei riprendesse fiato. In uno di questi momenti lei mi riprese in mano il cazzo: “Voglio succhiarti ancora i coglioni, appoggia la gamba sulla sedia” Ancora i coglioni, era ...
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