1. “galeotto fu il….giornale”


    Data: 27/12/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: quartofederico, Fonte: Annunci69

    ... dissi chi ero:
    
    "Un attimo, prendo la sua pratica"
    
    Non doveva essere solo, ma dopo un minuto circa
    
    "Dimmi tutto, come va?"
    
    "Bene e a te" risposi con un filo di voce
    
    "C'hai pensato, vuoi vedere la casa?"
    
    La mia risposta arrivò dopo aver fatto un lungo respiro:
    
    "Ok, quando?"
    
    "Oggi alle quattro, aspettami allo stesso posto di ieri"
    
    Per evitare qualche mia obiezione chiuse la telefonata, lasciandomi così senza nessuna alternativa.
    
    Avrei potuto richiamare, ma non lo feci e ritornai in ufficio.
    
    Quelle ore volarono. Prima una riunione con il capo, poi, dopo pranzo, chiusi due pratiche e alle quindici mi preparai per l'appuntamento.
    
    Arrivai in anticipo e bene fu, in quanto lo trovai già là.
    
    Salì in macchina e mi strinse calorosamente la mano e mi guidò verso la meta stabilita.
    
    "Ti sei rilassato? Stamattina mi sembravi un tantino agitato" chiese.
    
    "Hai ragione, ora credo che vada meglio, anche se non so ancora cosa mi aspetta" dissi sorridendo.
    
    "Facciamo solo quello che desideri, senza nessuna forzatura; poi non ti preoccupare, possiamo fermarci quando vuoi" aggiunse,
    
    Allora una idea già l'aveva e con le farfalle nello stomaco chiesi:
    
    "Quindi, un programma per oggi ce l'hai già?"
    
    "Credo di sì e penso che ti piacerà".
    
    "Ossia?" insistetti.
    
    E Luigi mi mise un dito sulle labbra e me lo spinse in bocca.
    
    Avevo visto giusto e, forse, era proprio quello a cui anelavo.
    
    Arrivammo in cinque minuti e trovai, pure, subito ...
    ... parcheggio.
    
    Chiusi l'auto e, fianco a fianco, ci avviammo verso la casa da visitare.
    
    Sereno sicuramente non ero, ma la curiosità di quello che volevo provare era talmente forte che proseguii con una apparente calma fino all'uscio dell'appartamento.
    
    Luigi mi diede un altro sguardo, quasi a dirmi che il dado era tratto e, non notando nessuna mia esitazione, fece girare la chiave nella serratura e mi precedette in casa.
    
    Chiuse la porta alle nostre spalle, mentre, guidato dalla luce che filtrava da una tapparella semi abbassata, raggiunse il quadro elettrico e attivò l'interruttore.
    
    La camera si illuminò e uno spoglio arredamento mi riportò alla realtà.
    
    C'era solo un tavolo al centro con un paio di sedie e, in un angolo, una poltroncina coperta da un lenzuolo che una volta doveva essere bianco.
    
    Certo per una mia prima volta non era certamente questa la location desiderata.
    
    Ma questo passava il convento, per cui mentalmente mi convinsi che fossimo al grand hotel e mi spinsi a dare uno sguardo al bagno.
    
    "Stamattina son venuto a dargli una veloce pulita; ci dobbiamo accontentare" disse, mentre con una mano mi attirò a sè.
    
    Il contatto fisico e gli occhi che penetravano nei miei, mi fecero scordare il resto.
    
    Ormai eravamo attaccati l'uno all'altro. Sentivo il suo ventre spingere il mio e così facendo mi fece indietreggiare fino al tavolo.
    
    Mi aiutò a sfilare la giacca e mi sbottonò i primi tre o quattro bottoni della camicia.
    
    Si tolse pure lui la giacca e ...
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