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“galeotto fu il….giornale”
Data: 27/12/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: quartofederico, Fonte: Annunci69
... dimmi cosa senti" Era duro e grosso, e lo sentivo pulsare sotto la stoffa dei suoi calzoni e solo quando la mia carezza fu più sicura e decisa lui si abbassò la zip e spostandosi le mutande lo fece scattare fuori. Era bello, maestoso, sicuramente più doppio del mio, la cappella ancora coperta dalla pelle del prepuzio faceva intravedere solo la boccuccia bagnata. "Dai, toccalo è tuo." La mia mano scattò da sola e lo avvinghiò, cingendo con le dita strette l'asta dura. Dovetti essere stato piuttosto rude, lo feci sobbalzare e questo mi fece mollare la presa. Lo ripresi in mano e lo scappellai, pulsava e la sensazione al tatto era più che piacevole. Lo guardavo in viso, aveva gli occhi chiusi, se la stava godendo. Un piacere sottile cominciò ad invadermi: piacere nel dargli piacere, nel soddisfarlo. Luigi carezzava la mano che lo stava masturbando, quasi a dare una specie di ritmo a quella sega. Ad un certo punto mi fece fermare, si abbassò i pantaloni e gli slip a mezza coscia e, solo allora, me lo riaffidò. Continuai, questa volta girandomi completamente verso di lui e a due mani arrivai anche a carezzare le sue palle durissime. Avevo pure io il cazzo duro, lui avendolo immaginato, lo raggiunse e prima da sopra la stoffa e subito dopo, estrattolo, mi ricambiò il piacere delle sue mani. Eravamo viso a viso, senza avere nessuno dei due il coraggio di baciarci. Venimmo quasi insieme, io nella sua mano e lui nella mia fino all'ultima goccia. Mi ...
... passò un fazzolettino di carta e mi pulii la mano, lo stesso fece lui. Luigi mi porse un altro fazzolettino e volle che gli asciugassi il cazzo. Si stava afflosciando e mi colpì, stavolta, la sua morbidezza e la rugosità del glande. Ci ricomponemmo e misi in moto per ritornare al punto di partenza. "Allora, che ne pensi? - mi chiese - ti va di proseguire? Presi tempo, anche se avevo deciso di sì. "Ti chiamo domani - dissi - ma sempre in macchina?" "Se decidi e vuoi fare qualcosa di più, mi procuro le chiavi di un appartamento che l'agenzia ha in carico e ti porto là". Quel "ti porto" era molto intrigante. In effetti era il primo passo di quello che davvero mi aspettavo: Essere guidato. Quella sera non passai nemmeno per casa dei miei suoceri, per evitare di riconsiderare gli avvenimenti del pomeriggio; volevo tutto il tempo per metabolizzare quello che era successo. In effetti mi era piaciuto e anche parecchio, ma dovevo considerare l'eventualità di un incontro molto più incisivo. Che poteva chiedermi? Sicuramente avrebbe voluto che glie lo prendessi in bocca, ma doveva sapermelo chiedere, come si fa con una donna. Mi addormentai con il pensiero di quello che avevamo fatto e la mattina, al mio risveglio, ebbi l'impressione che potesse essere stato solo un sogno. In ufficio aspettai che arrivasse l'ora giusta per chiamarlo e dalla stessa cabina del giorno precedente gli telefonai. La stessa voce e lo stesso dire dell'altra telefonata e quando gli ...