-
La notte odora di fresco
Data: 26/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: beibi, Fonte: Annunci69
... testa andava su e giù in mezzo ad una corona di capelli, iniziò a gemere di piacere intanto che aumentavo il ritmo. Dentro e fuori. iniziai a baciarla sul collo, sentì il salato del suo sudore sulla pelle mentre cercavo di spingere sempre più in profondità. Dentro e fuori, dentro e fuori, dentro. Venni, e lei con me. Un urlo strozzato di piacere avvolse tutto il soggiorno mentre il rumore degli sfregamenti attorno a noi aumentava d’intensità, rimasi ancora un po’ in quell’angolo di paradiso, aspettando che finissimo di godere, poi aprì gli occhi e mi sorrise. Ora io Si girò di scatto e con tale forza che mi buttò sulla schiena sedendomi sull’addome, un boato si levò dal pubblico. Ho portato una sorpresina ma devi girarti Ubbidì in silenzio, sentivo tutti gli occhi dei presenti su di noi, girandomi vidi per un momento Mario che mi guardava con aria stupefatta mentre l’uomo muscoloso gli stava gustando il pene. Sentii il rumore di una borsetta aprirsi, poi i miei occhi furono coperti da una benda e tutto divenne buio, potevo solo fidarmi del mio tatto e del mio udito. Ci furono dei gridi di stupore e d’incitamento, ancora non avevo le mani di Erika addosso, poi qualcosa sfiorò il mio ano scoperto, era duro ma ben oliato, non sembrava pelle ma era piacevole, poi due mani femminili mi presero per i fianchi, le unghie da tigre mi graffiarono la pelle e subito dopo, bahm! Qualcosa era entrato in me con vigore, fino in fondo, senza ...
... pietà. Fece un po’ male ma poi Erika si corresse, si stava vendicando della mia penetrazione in quel giardinetto. Dentro e fuori. non vedevo niente, una mano lasciò la presa e afferrò il papillon, mi sentii tirato e stavo godendo come mai prima d’ora. Percepì l’odore di un cazzo davanti a me, così aprii la bocca e lo presi al volo. Era di Mario me lo sentivo, lo accomodai sulla mia calda lingua, chiusi le labbra e seguendo il ritmo delle spinte da dietro iniziai ad assaporare ogni centimetro di quel corposo cazzo duro come la roccia. Dentro e fuori. Finché venne dentro di me. Un liquido caldo, dai mille sapori mi schizzò dentro a più riprese, Erika si fermò e mi tolse la benda, io guardai Mario negli occhi poi mi girai. La gente applaudiva e annuiva, chi si stava ancora masturbando, chi si stava togliendo dalla faccia la spuma di qualcun altro. Mi guardava maliziosa, quel body a rete le donava davvero, poi guardai più in basso e le vidi addosso uno strapon viola, ancora lucido, lungo circa 25 centimetri, mosse le anche facendolo ondeggiare come se volesse farsi beffe di me e ostentare la sua mascolinità artificiale. Mi alzai in piedi e uscì in giardino, il culo mi bruciava un pochino ma mi sentivo bene, mi diressi verso la piscina e lasciandomi andare ci caddi dentro, stavo affondando nell’acqua godendomi ogni secondo di quella discesa. Sentii un tonfo e guardai in alto, Erika mi stava raggiungendo nuotando, lei e quel cazzo viola gigante.