1. 014 sangue e arena


    Data: 04/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... tenerezza.
    
    Egli non capiva, ma mi sorrise, avvicinò il volto sanguinante al mio viso ebbro di lussuria, ed io bevvi la sua forza ubriacandomi di sangue e cercando in quell’atto il patto segreto di una eterna giovinezza.
    
    Egli mi baciò e lo sentii tremare sorretto così sulle braccia tese su di me.
    
    Allora intesi che in quel fremere v’era tutta l’ urgenza del mondo di eviscerarmi col suo maglio di carne.
    
    Mi avvinghiai a lui, impiastricciandomi di rosso e baciandogli con ardore riaprii il mio portale di polpa viscerale.
    
    Lasciai che la sua forza bruta mi lacerasse nel di dentro. Nel sangue di entrambi la comunione delle carni si sublimò in istanti d'amore.
    
    Mi sbatteva, con rabbia mi sbatteva. Io mi reggevo al suo collo taurino, irrorato dal sangue della sua stessa vita. Oh io, sanguinaria consorte di Traiano, vaticinavo nelle mie viscere scosse, un futuro folgorante di un amore sovrumano.
    
    Mi contrassi ed egli emise un urlo straziante tendendo tesi tutti i tendini del corpo.
    
    Quella carne confitta nelle mie carni lacere soffocò l'incendio con schiumosi secreti di sperma, profusi a colpi di reni più volte ripetuti.
    
    Poi crollò sul mio petto cosparso del suo stesso sangue e sentii il lento placare del respiro.
    
    Accarezzai quel volto tumefatto e lacero del mio gladiatore e baciandogli il capo dissi "non temere amore mio, hai vinto sugli altri e a buon merito hai meritato me".
    
    Non capì nulla.
    
    La brezza soffiava inni di eternità fra le canne.
    
    Sembrava ...
    ... che dormisse ore. Era dolce, forte, tenero ed io sentii lentamente uscire il suo genitale stanco dalle mie gambe.
    
    Vaneggiai guardando le nuvole, ma non ebbi modo di meditar troppo, già che il mio gladiatore ora pareva aver recuperato tutte le sue forze. Mi riconfisse la minchia nel buio delle mio polpe e fu in quel momento che io intesi sbagliando di riprendere un’altra cavalcata.
    
    Chiusi gli occhi ed attesi in quegli istanti che il maschio riprendesse il moto dei lombi, quando d’un tratto sentii nelle viscere covarmi dentro un caldo piacere diarroico.
    
    Mi stava pisciando dentro.
    
    La sua Messalina ora si faceva cesso per lui. Non è questo l’amore? Non è questo nostro darci in tutto per l’essere che decidiamo di amare?
    
    Poi però noi conosciamo la era natura di queste meravigliose creature chiamate uomo. Loro non badano ai sentimentalismi. Loro sono e resteranno sempre i funzionari della specie.
    
    Fecondata la femmina il maschio ha bisogno di riaversi a sé e al suo branco.
    
    E così il ragazzo sfilò nuovamente la minchia, si rituffò nell’acqua e a grandi bracciate lo vidi uscire dalla darsena fluviale del nostro amore.
    
    Io sorrisi mollemente. A fatica mi risollevai meravigliosamente rotta in culo, e non volevo restituire al mondo i secreti di quel giovane gladiatore iniettatimi nelle viscere, mi contorsi reggendomi il ventre.
    
    Ma poi gli spasmi amorosi degli intestini furono insostenibili e così dovetti dispormi in un angolo di quel canneto cosparso di aulenti ...