1. 014 sangue e arena


    Data: 04/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... mandava finalmente affanculo il telaio delle attese, e stanca, si stanca, stanca di succhiar cazzi ai Proci di casa sua, la BBella signOra, la Penelope promessa, si ricongiungeva finalmente al suo Ulisse ingozzandosi di cazzo nella sua bella fica cacante!
    
    Io gli stavo spora. Ricordo che lo persi a schiaffi perché pervenisse al suo dovere. Il ragazzo volle afferrarsi la minchia, volle sollevarmi di poco il bacino e tentare l' affondo.
    
    Quando affondò le pareti dei miei sfinteri furono arse vive dal palo di carne.
    
    Mi inarcai gemendo senza riguardo, e lui guerriero attento al suo dovere, godeva sommesso dal basso lo spettacolare compiersi della mia lussuria.
    
    Poi volle di nuovo rovesciarmi sulla sabbia. Mi pose di schiena, mi sollevò le gambe mentre io presa dalla foga presi a strizzarmi la tetta. Ecco. Mi stava sopra, con le braccia ben schiantate sulla sabbia mentre riprese la spinta dei reni.
    
    Ricordo che urlavo come una babbuina. Vidi i miei piedi vibrar contro il cielo azzurro, vidi il suo torso e le spalle tesi, vidi il collo nervoso che gli afferrai.
    
    Strinsi ma egli fotteva. Lo minacciai persino di morte se non mi avesse spaccata in due come fa il tronco sotto l’ascia del suo boscaiolo.
    
    Poi sopraggiunse nuovamente quella sensazione di strazio alle viscere, gli spasmi brulicanti, quella stupenda sensazione di cacarella negata mio dio che meraviglia.
    
    Sanguinavo. Ricordo che a singhiozzo urlavo malimortàaaaacci invece che un più elegante oh my ...
    ... god.
    
    Poi d’un tratto, vidi muoversi dietro di lui le foglie del canneto.
    
    Il ragazzo era concentrato a fottermi da vero gladiatore, non per dire, ma notai che tra le canne erano apparsi gli altri tre ragazzi e quattamente, questi, si disposero ad osservarci per bene, col cazzo duro pure loro.
    
    Il mio ragazzo si voltò, disse loro di andare via, ma loro niente. Allora stappò la minchia dal culo a tradimento e si alzò di scatto, eretto, maschio, con la sua bella colonna di vertebre orgogliose e spalle superbe, e si accinse nell’acqua avvicinandosi al nugolo degli infoiati.
    
    Avviò senz’altro una discussione nel suo idioma che presto si fece concitata.
    
    Io mi disposi meglio su quel sedime di sabbia strisciandomi verso un’altura di massi sulla sabbia, tutta accaldata e un po’ irrequieta, e allungai il braccio per trarre un cartone di lavatrice da sotto della melma secca, che strappai a ventaglio per farmi aria.
    
    Nella lite uno di loro si discostò dal gruppo e mi si avvicinò.
    
    Io lo guardai, egli allungo il braccio, io mi sventagliai un tantino atterrita.
    
    Egli mi sfiorò un piede, allora io ritrassi una gamba sull’altra, così, di scatto, ma egli ebbe l’ardire di sfiorarmi il malleolo.
    
    Standomene distesa sulle pietre e col ventaglio di cartone in mano, mi sentii francamente un pochino nervosa e presi a sventagliarmi più inquieta di prima, ma questo impertinente individuo si curvò su di me perché le dita toccassero la mia fessura.
    
    Prima accarezzò tondeggiandomi sulla ...
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