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014 sangue e arena
Data: 04/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69
... pietosamente sul capo, quel capo quasi calvo, dai pochi capelli spettinati e dalla fronte corrugata. Vederlo ansimante e smenarsi la mazza mi piaceva. Era come se il mio corpo, la mia tenuta adamitica, i miei umori e sapori fossero di sollievo alla sua vedovanza. Era come se gli restituissero la vita, e lo riscattassero dalla penosa consapevolezza di una vita a termine. E pure non era omosessuale, ma la scrittura sapiente converte. Sodoma è la città celeste. E CUMCONTROL è il suo Monarca. Quando una sera gli chiesi quale passaggio del mio diario avesse suscitato in lui le irrequietudini della lingua egli mi rispose che il capitolo SANGUE E ARENA aveva restituito alle sue stanche membra le brame titaniche degli anni giovanili. Giochi gladiatori al campo rom. Allora eccolo il capitolo che nel vecchio risuscitarono quelle antiche brame. -------------------- Mi destai dal giaciglio di cartoni quand'erano passate le 11 del mattino. Mi aveva destato dal sonno lo scroscio di piscio di qualcuno di "loro" presso la latrina comunale contro cui avevano approntato il mio ricovero notturno in quel campo. Non fu un risveglio felice. Cristonai alla lunga inveendo contro l'amministrazione del comune di Milano che non curava affatto la manutenzione degli scarichi dei suoi vespasiani presso i campi rom del suo circondario. Il lembo del materasso su cui avevo dormito faceva davvero schifo perché zuppo di liquami. Per mia fortuna era la parte ove avevo ...
... adagiato i piedi. Mi alzai tutto rotto dopo la notte di baldoria e sputai biascia intrisa di vodka e di sborra. Ero nudo, ma quando fuoriuscii dalle ombre di bagolari maestose attraversai le dune della discarica e sentii sulla mia pelle il dolce accarezzare del sole di maggio. Mi avvicinai ai primi caravan del campo, e dei cani mi vennero vicino tutti festanti. Mi riconobbero dall'odore dei loro padroni che la notte prima mi avevano sconquassato la bocca e la trippa fino allo sconcerto. E dire che c'è gente che paga l'ingresso nelle saune per sottoporsi a ciò che io avevo vissuto nel campo rom. Aggratis. Ammetto che il buco del culo mi doleva abbastanza e quando vidi ai piedi di una baracca un mastello di rame arrugginito ma colmo d'acqua, ci accomodai il deretano in ammollo per dei buoni dieci minuti. Dal baracca uscì una signora senza denti, piena zeppa di oro da parere una madonna beduina e con in dosso un sacco di stracci tutti colorati. La donna cosa volete... portava fuori dal camper della biancheria unta da lavare. Quando mi vide con il culo in ammollo mi strillò, agguantò da un tavolaccio una radiolina, che non per dire per me era pure rubata e me la scaraventò con una rabbia, ma con una rabbia che fece saltare in mille pezzettini l'ondulino di eternit su cui m'ero appoggiato durante l'ammollo del deretano. Balzai come un gatto e mi scusai perdendomi in mille reverenze facendo vibrare le manine. Dalle roulotte vicine fuoriuscirono ...