1. 014 sangue e arena


    Data: 04/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    ... in battigia al lido di Ostia.
    
    Che poi le ciccione solitarie a cosa pensano guardando l’infinito. Me lo sono sempre chiesto.
    
    In quale direzione vada la propria vita? Ai pentimenti di un amore irrealizzato? O forse ai kilogrammi di carboidrati tranguigiati per tutta una vita e la sindrome metabolica che uccide?
    
    Eh?
    
    Accheccosa penZano, eh?
    
    Vorrei dir loro alzati, alzati e non rotolare nel mare prosaico dei rimpianti.
    
    Ciò che è mangiato è mangiato, e la vita passa. Passa senza mai una dieta, senza mai una cyclette, senza mai una tisana, e vanno avanti tra l'abbacchio e l'amatriciana fino a morire sulla soglia del mare come orate spiaggiate.
    
    Ma io non ero ne' una cicciona in due pezzi sul lido di Ostia, ne sognatrice di un uomo che l'avrebbe portata via.
    
    Io ero già nel mio altrove, felice da giorni nel campo degli zingari e ogni altare di spazzatura sulle acque del fiume, era per me un posto in prima fila a contemplare vita serena senza tormenti d’amor.
    
    Si che a un certo punto, il silenzio delle acque molli del fiume, fu interrotto dalla sinfonia di ragazzotti del campo che dall'altra parte del fiume si rincorrevano in mutande per poi fare dei gran tuffi.
    
    Quando si accorsero di me che restavo seduto assorto nel contemplare i tetti di case oltre l’argine di cemento armato, presero a chiamarmi con versi gutturali.
    
    Io li salutai sorridendo ed abbracciai le mie ginocchia dondolandomi ancora con sbuffetti d'aria compiaciuti e sfiatati un po' di qua ...
    ... un po' di là. Puzzette insomma.
    
    Ammettiamo ora che i ragazzi si mettano tutti a nuotare fin verso l'altra sponda del fiume.
    
    Ammettiamo che là, proprio dove la corrente dell'acqua è più forte, i ragazzi retrocedano cautamente e ammettiamo che solo uno di loro vi si avventuri a bracciate fino ai piedi del promontorio fatto di scorie urbane, e sulla cui sommità ci sto io, la Sirenetta di Copenaghen traslata in discarica come una santa.
    
    E cosa ci viene da pensare? Se fossi femmina penserei che in natura è il maschio più forte ad inseminare la femmina a garanzia della specie. Quindi la femmina compiaciuta si mostrerà compiacente al maschio audace, no?
    
    Ma femmina non ero.
    
    Ma il più forte nella contesa sugli altri maschi, mi illudeva di esserlo, un’invertita seduttrice sulla cima della duna di una pubblica discarica.
    
    E ditemi voi se costei, la femmina compiacente, non si sarebbe potuta godere ora delle belle schiaffeggiate di cazzo sulla faccia, no?
    
    Mi preparai alle percosse a base di nerchia del più forte.
    
    Il ragazzo si sollevò mostrandomi la magra e nervosa nudità del torso, col ventre piatto e la carne di un fallo ben fatto sotto mutande bianche, bagnate ed insolitamente pulite.
    
    Si lasciò guardare quel ragazzo.
    
    Certi ragazzi di vita sono così diversi dai bagarozzi di oggi che incarnano estetici cliché di tutto rispetto ma per quanto riguarda me, no grazie.
    
    Intolleranza al ciccione. Li chiamano bears, no? Beh per me sono ciccioni e basta, magari ...
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