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014 sangue e arena
Data: 04/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69
... c’avranno pure la barba ma strillano ai concerti di Lety Caca. Bisogna però che qualcuno glie lo dica. Questo – non – è etico. Vedi come sono? Di classe. Ora, lui sotto e io in cima alla duna. Ma cosa non volete che mi facesse quello lì. Il ragazzotto prese a scalar la duna ed io come dovevo stare, eh? Ritrosa stavo, e timida stavo. Lo osservai salire come un ragno verso di me. Quando la sua figura adombrò il mio volto nel sole raggiante contemplai le goccioline su pelle liscia, tesa, l’incipiente barbetta, gli occhi d'assassino con tutti i muscoli del corpo irrorati dal fremito dell’imminente amplesso. Gli calai la mutanda e pigolai che mi pisciasse in gola. I secreti del giovane maschio non faranno mai di noi delle cagne disgustose ma creature mitologiche assetate di vita. Ma il ragazzo non mi comprese. Mi diede la mano e mi fece alzare. Riconobbi quel volto. La notte prima aveva arbitrato una modesta gang bang nel boschetto delle bagolari e con clemenza mi offrì il suo petto su cui aggrapparmi mentre me ne stavo a pecorona trapanato da tre o quattro zoticoni. E se nel mentre tutti mi davano della "'a zozzona" egli fu l'unico a sfiorare le mie labbra mentre me ne stavo ad ansimare sognando di culo. Quel ragazzo vigoroso mi scopò per ultimo. Era nobile di spirito perché con senso fraterno ebbe la pazienza di lasciar sfogare prima i suoi compagni. Quella notte prima attese infatti con molta pazienza, senza pretese da capo ...
... branco. Poi prese il suo turno e affondò incurante negli spermi altrui. Ero tutta impasta dal di dentro. Io credo che vi sia forse una ritualità fraterna nelle scopate da branco. Miscelarsi la minchia tra gli spermi altrui nel buco di culo che sia di scrofa o pecorella smarrita o ragazzo dabbene finito al campo, a loro poco importa, purché il predetto buco di culo sia trombato per una notte intera ai confini del mondo con somma attenzione fra di loro, forse per gerarchia. . La notte prima quel ragazzo sublime dagli occhi assassini mi sbatacchiò l'anca, afferrandomi audacemente, buttandomi la nerchia nel mio budellino spaurito. Ricordo che mi baciava la nuca, mi mordeva la testa e sbatteva.. Sbatteva.. Sbatteva.. Era stato bellissimo. Lui gemeva nelle brame del sesso, ed io gemevo, certo che gemevo, mentre gli altri si pulivano il cazzo o tiravan sù le loro misere brache. Qualcuno si voltava nel buio e pisciava, qualcuno pettava e qualcuno prendeva il sentiero per tronarsene al campo. Quasi solo ero rimasto a notte fonda gemendo con lui. Gemevo di prostata, perduta nei dolori, negli spasimi, negli albori immorali di una ininterrotta diarrea. Ora quel bellissimo zingaro dalla pelle di corallo mi fissava sulla duna. Mi fissava in volto ed io, io restavo impalato a sfuggire altrove lo sguardo perché sommerso apparentemente dall’imbarazzo. Apparentemente. Perché vedete c’è sempre qualcosa di misterioso negli incontri con uomini e ragazzi che ci piacciono in ...