1. 014 sangue e arena


    Data: 04/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69

    Quando molti anni or sono feci rientro in Italia dopo la mia lunga esperienza in Ungheria decisi di mettere la testa a posto.
    
    Intanto avevo trovato un fidanzato, una modesta dimora e avevo rinunciato alle ingenti somme ereditarie della mia famiglia poiché con essi – la mia famiglia – chiusi ogni tipo di rapporto.
    
    Mio padre morì prima del mio rientro in Italia e fu scritto che a ordire la sua morte vi fosse lo zampino di mia madre.
    
    Mia madre invece fu travolta da numerosi scandali finanziari legati alle forniture belliche di famiglia, e finì a San Vittore prima e a Castiglione delle Stiviere poi, dopo che le furono diagnosticati seri disturbi di grave natura psichiatrica.
    
    E bene si, sono figlio e vittima della follia.
    
    Vittima di una famiglia feroce misi da parte ogni rancore.
    
    Non avrei potuto fare diversamente se volevo vivere una vita serena.
    
    E così ripresi a studiare, a Siena.
    
    Mi laureai cinque anni dopo il mio rientro dall'Ungheria, con una tesi sociologica sulle comunità rom. Il mio docente fu davvero molto esigente con me ma io fui all’altezza delle sue aspettative e mi guadagnai di seguito la sua stima col massimo dei voti.
    
    Col mio docente nacquero in seguito diverse collaborazioni e tra noi nacque anche un rapporto di sincera amicizia, nonostante il mio professore fosse già un uomo in tarda età, ma molto intelligente.
    
    Fu così che preso dal desiderio di raccontare la mia storia, gli porsi un giorno il mio manoscritto, Hungarian Rhapsody, ...
    ... il diario della mia post adolescenza e l’elegia della mia brutta vita passata in Ungheria dove finii per ragioni che pubblicherò in seguito.
    
    Il mio professore ormai in pensione aveva peraltro perduto sua moglie, e impietosito dalla sua profonda costernazione di uomo solo lo invitai a trascorrere qualche giorno nel mio casolare di Vulci.
    
    Fu in quel soggiorno estivo, tra il canto delle cicale e le solitudini arboree, che il vecchio decise di trascorrere i meriggi sull’amaca a leggere il mio manoscritto, mentre io approfittando dell’assenza del mio fidanzato sempre fuori per lavoro, me ne andavo a Grosseto a tirar bocche come una porca nei cessi della stazione.
    
    Quand’ebbe ultimata la lettura del mio Hungarian Rhapsody, due settimane dopo, il mio ex professore me lo ritrovai con la faccia affondata nelle mie natiche a leccarmi stregato il buco del culo.
    
    Io non potevo credere che il racconto della mia vita potesse stregare un povero vecchio, ma fatto sta che smisi di andarmene a Grosseto, preferii trascorrere i meriggi standomene disteso sull’ amaca gustandomi la brezza e la lingua del vecchio professore.
    
    Naturalmente trascorrevamo ogni pomeriggio così.
    
    Io supino, lui affondato nel mio buco del culo, a ripulirmi con dovizia di saliva l’ano slabbrato, ripulendolo dall’afa e dal sudore.
    
    Era piacevole. Spesso le sue porche voglie risorte gli conferivano un’audacia quasi giovanile.
    
    Mi voltava, mi sbocchinava a due mani con la bocca di culo, ed io lo accarezzavo ...
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