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014 sangue e arena
Data: 04/09/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL, Fonte: Annunci69
... chiappa e poi l’anulare strofinò le mie grandi labbra, e fu lì che con lo sguardo chiesi aiuto. Ma il mio giovanotto stava picchiando nell’acqua e di certo non poteva badare a me. Stava lottando con ogni sua forza per difendere me, capite, me che ero la sua donn.. ehm, il suo uomo. Allora mi sventagliai come una pazza e per gestire l’intruso lo dissuasi da ogni intendimento menando una flebile puzzetta. Questa si chiama strategia del polpo. Il mio ragazzo le stava prendendo di santa ragione. Ormai quegli orchi non avevano più pietà del loro compagno di scorribande. Davanti a una bella figheira salta ogni legame fraterno tra maschi. Questo comportamento è di facile intendimento poiché la competizione maschile è l’artificio con cui il più forte funzionario della specie assicura alla specie stessa la conservazione della buona riproduzione. La specie è cieca ahimè, la specie negli istinti non sa che ad accogliere presto gli spermi del più forte ci sarà una fessura polposa deputata per lo più a sfornar schifezze che progenie. Ma lui, il mio bel giovanotto, quando si avvide – vedi come parlo, si avvide - si voltò verso di me alle prese con quello lì che stava per abusarmi, e allora accorse sanguinante. Io mi ritrassi ancora ed gli strinse il collo col gomito a quel bifolco e lo strappò via da me menandolo in acqua. Io misi la mano al collo e restai stupefatto da tanta impetuosità. Tra i ragazzi scoppiò una rissa furibonda. Chiunque tentasse di ...
... avvicinarsi a me, veniva raggiunto dal mio ragazzo che gli sferrava pugni decisi proprio sulla faccia. Io recalcitrai sui massi e misi la mia coscia sull'altra. Pugni, calci, schiaffi e cazzotti. Il mio ragazzo se le prendeva ma cazzo se le dava. Presto l'accogliente riparo del fiume tra le canne si tinse di rosso e nel guardare quei ragazzi nell'agone naturale delle acque intesi la lussuria di Commodo, Caligola e Nerone all’Anfiteatro Flavio. Disteso sul fianco mi bagnai due dita e sollevai sull'altra la mia gamba e presi a vellicarmi la ciambella ragliando lussuriosa come Messalina. Mi sentii una patrizia pompeiana ai ludi circensi, la matrona eccitata dal sangue e desiderosa di sesso, di sangue e di morte. Pugni, pugni e ancora pugni. Il mio ragazzo sanguinante in faccia era un vero pugile. Questi si che son maschi. D'un tratto il mio ragazzo sferrò l'attacco finale mitragliando le facce dei balordi suoi amici che caddero in acqua mezzi morti. Poi si ripresero e barcollando fuggirono via tra le canne. Il vincitore si voltò, io emisi un ululato da lupa e sciancai le gambe all’aria. Egli mi fissò statuario e grondava di sangue nella pozza scarlatta di stagno. Si avvicinò poderoso, ansimante, ed io disteso lo accolsi tra le mie braccia. Agli si distese su me, ed io riparai il suo fianco con una gamba. "Amore, sanguini. Lo hai fatto per me" gli dissi con aria pia, mentre la mia anima sanguinaria di Messalina ruggiva di passione nella sua gabbia di falsa ...