1. Il nuovo Collega 1


    Data: 30/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Ettoreschi, Fonte: RaccontiMilu

    ... attento, una persona che sembrava capire ciò che provavo. Eravamo seduti su una panchina quando scoppiai a piangere. Mi strinse con un braccio le spalle e con la mano spinse il mio viso a nascondersi nell’incavo del viso. Lasciai che le tensioni accumulate si sfogassero e piansi come un vitello: era bello poterlo fare e non pensare al dopo. Dieci minuti dopo, tirando su il naso sollevai il mio viso con gli occhi arrossati dal dolce riparo dove si erano nascosti finora nascosti. Armando mi sorrise accarezzandomi la guancia rigata di lacrime, mi porse un fazzoletto di carta e mi disse con voce partecipe “Senti Elisa è proprio una stronza! Per come si è comportata questi anni e per come ti ha mollato. Quindi chi ne ha guadagnato sei tu, anche se adesso non ti sembra. Ora hai una cosa da fare urgentemente: concentrarti sul tuo lavoro perché è una cosa tua e solo tua e lei non può rovinarti anche questo!”. Con un sospiro gli dissi “Grazie Armando! Grazie per esserti comportato da amico anche se non ci conosciamo molto” “Non preoccuparti. Tu avresti fatto lo stesso. Ne sono sicuro. Adesso datti da fare. Dai!” Un sorriso e mi sentii più sollevato. Feci un sospiro. Gli chiesi “Si vede che ho pianto?” “No. Non più”. Tornammo in azienda. Quel week end le cose andarono meglio. Feci le compere, le pulizie, pensai anche al lavoro che avevo trascurato per colpa di una stronza. Non uscii perché ancora non ne avevo voglia ma la notte mi tornarono dei sogni strani. Risentivo ancora una ...
    ... volta l’uccello di Armando sul mio braccio, avvertivo come se fosse reale il suo massaggio sul mio, ripensavo a come mi ero trovato bene nascosto nel nido delle sue braccia e a come sarebbe stato bello che fossimo stati tutti e due nudi e che io gli accarezzassi il randello mentre lui mi accoglieva protettivo. Sborrai nel sonno tutte e due le notti. Cosa mi stava succedendo? Mi vedevo ripensare anche di giorno ad Armando al suo corpo. Era diverso da me. Forse una decina di centimetri più alto, slanciato, senza un filo di grasso, i capelli neri ricci e corti, gli occhi nocciola, la barba tagliata ma che rivelava la presenza di un petto sicuramente villoso. E la domanda era sempre la stessa: cosa mi stava succedendo? Anche se avevo deciso di riprendere in mano bene il mio lavoro, avevo mollato tutto per una settimana e gli effetti si vedevano. Passai i primi due giorni a cercare di rimettere in moto i miei collaboratori e ci riuscii ma mi ritrovai indietro da morire in quello che dovevo fare io personalmente. Ai “piani alti” erano giunti molti rumors sulla situazione del progetto e mercoledì ci fu una riunione straordinaria di avanzamento lavori. Emerse chiaramente che le attività in ritardo erano solo le mie. C’era tensione al tavolo quando Armando prese la parola “Mi sembra che la situazione sia chiara, l’unico in ritardo è Matteo ma credo che se lui garantisce e riesce a finire quello che era previsto per venerdì entro lunedì mattina non ci sia la necessità di prendere alcun ...
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