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Il nuovo Collega 1
Data: 30/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Ettoreschi, Fonte: RaccontiMilu
... con il suo panino e la sua bibita. Attaccò a chiacchierare e lo trovai anche simpatico. Ero ancora memore di quello che mi aveva detto Elisa del locale da dove era uscito e cercavo di scorgere in lui qualche segno di “diversità”. Ad un certo punto se ne uscì con “Era la tua morosa quella con cui ti ho visto sabato scorso in centro?” “Sì, è proprio lei” “Bene dai potremmo organizzare anche una serata per conoscerci tutti meglio!” “Certamente! Quando avremo una serata lo facciamo!” Tra me e me invece pensavo . Passarono pochi giorni quando ci fu una riunione legata ad un nuovo importante progetto che mi avrebbe visto responsabile di una componente importante. Eravamo poco più di mezza dozzina tutti attorno al tavolo e quando feci vedere una serie di diagrammi dal mio personal, tutti quelli che erano attorno al tavolo e non vedevano si portarono attorno a me. Armando era in piedi alla mia sinistra, vicino alla spalla. Ad un certo punto si protese in avanti per indicare un punto del diagramma e fare una domanda. Il suo pacco si posò sul mio braccio. Rimase non più di un minuto in quella posizione, muovendosi anche preso dalla discussione, poi si rimise in piedi. Ero rimasto basito da quello che era successo perché avevo avvertito con precisione la mollezza e la conformazione del suo uccello ma al tempo stesso non mi aveva fatto in alcun modo schifo. Tutti questi movimenti erano apparsi naturali e sembrava che non ci fosse alcun secondo fine. Dopo pochi minuti fu la volta di ...
... Armando di illustrare dal suo personal computer i diagrammi che ci interessavano. Fu la mia volta di mettermi in piedi a fianco di lui. Ma non mi protesi in avanti. Successe però che, nella foga di illustrare quanto stava mostrando, muovesse in modo anche scoordinato il braccio e, così facendo, più di una volta il suo braccio “accarezzò” il mio “lui”. Anche questa volta rimasi basito perché il massaggio, credo involontario, non mi era dispiaciuto. Quella notte ebbi un sogno agitato in cui mi vedevo prendere in mano un cazzo turgido e lo menavo mentre al contempo mi segavo. Mi risvegliai tutto bagnato da una polluzione notturna. Caso volle che il giorno dopo Armando si presentò ancora una volta al bar dove mangiavo e si sedette con me per la pausa pranzo. Mi raccontò un po’ di lui e chiese di me. Non era un trentenne come me ma ne avrà avuto forse più quaranta che trenta. Lui era di origini calabresi e, prima di affrontare il secondo biennio di informatica aveva scelto la via dell’emigrazione ed era venuto anche lui a **** per completare il corso di studi. Aveva lavorato qualche anno a Milano presso una multinazionale, poi aveva scelto un’azienda di qui e da pochi mesi era giunto nella società dove lavoravo. Chiacchieravo piacevolmente con lui, non c’era niente da dire, ma al tempo stesso ogni tanto il mio cervello era come fulminato da pensieri, immagini, sensazioni; risentivo il suo uccello sul mio braccio, il mio cazzo massaggiato da lui, le immagini del sogno erotico di questa ...