1. Il nuovo Collega 1


    Data: 30/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Ettoreschi, Fonte: RaccontiMilu

    ... notte. Non sapevo cosa fare. Non ero attirato da questa situazione ma ero colpito che essa non mi dispiacesse quasi a voler significare che forse io … Decisi così di provare a tornare sui posti della mia conclamata eterosessualità e così finita l’ora di piscina, prima di andare a cenare, decisi di passare a casa di Elisa con la scusa di dare da bere alle sue piantine. Fu con un tuffo al cuore che vidi la luce accesa nel suo appartamentino: era tornata prima del previsto! Perché non mi aveva chiamato? Ma forse per farmi una sorpresa! Allora le farò io una sorpresa. Arrivai in un baleno al pianerottolo, tremante ma prudente infilai la chiave nella serratura attento a non fare rumore. Socchiusi lentamente l’uscio e … cominciarono a giungermi rumori strani che non associavo in alcun modo alla presenza di Elisa. Erano rantolii, sospiri … una illuminazione: due che facevano l’amore! Oppure era la televisione che in fascia protetta trasmetteva comunque … Avanzai lento attraversando la stanza che fungeva da zona giorno e mi diressi verso la porta socchiusa della camera da letto. Quando fui lì rimasi di pietra fulminato da ciò che vidi ma soprattutto da ciò che sentii. Elisa nuda a gambe aperte si stava facendo montare da un tizio pelato e grassone (perlomeno più grassone di me!) che le stava pastrugnando le tettone mentre si urlavano sconcezze. “Dai sbattimi ! Sei grande! Dio come ce l’hai grosso!” “Prendi troia! Sei la mia baldracca!” “Si sono tua! Fammi quello che vuoi!” Mai lei ...
    ... si era lasciata andare con me! Ero là inebetito, un cazzotto nello stomaco, l’acido che mi saliva alla bocca e il cervello che si rifiutava di credere a ciò che vedeva. Dopo alcuni minuti mi ripresi e lentamente me ne scivolai fuori e come un automa tornai a casa. Le immagini che avevo visto mi ballavano davanti al naso e mi sentivo a pezzi. Pensavo che comunque forse le cose si potevano sistemare. Magari c’era anche una spiegazione … Ad un certo punto non ce la feci più e la chiamai al cellulare. Mi rispose dopo qualche squillo con voce infastidita “Ciao. Cosa c’è?” “Ciao Elisa! Dove sei?” “A Milano dove vuoi che sia? Dai cosa vuoi che sono impegnata!” “Niente volevo sapere se venerdì tornavi e se ci potevamo vedere perché devo parlarti di una cosa importante” “Sì, certo che torno. Va bene ci vedremo per parlare di questa cosa. Adesso ti saluto perché sono impegnata”. Cosa stavo facendo? Ero solo un uomo disperato che cercava di aggrapparsi all’ultima speranza a quella possibilità su un milione che il cervello negava ma che il cuore continuava a seguire. Non riuscii a chiudere occhio per tutta la notte rincorso dalle immagini che avevo visto e dalle infinite domande che mi ponevo. Venerdì sera mi precipitai non appena giunse un’ora decente a casa di Elisa per parlare con lei, per cercare di mantenere in piedi un rapporto cui tenevo moltissimo. Suonai alla porta (non volevo usare la mia chiave quando sapevo che lei era in casa – soprattutto dopo quello che era capitato l’altra ...
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