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Il nuovo Collega 1
Data: 30/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Ettoreschi, Fonte: RaccontiMilu
... sera), dopo qualche decina di secondi Elisa apparve sulla soglia “Ah sei tu. Vieni dentro che ti devo parlare” Si girò e andò al divano ma non si sedette. “Senti Matteo ho pensato al nostro rapporto e credo che non abbia più senso tenerlo in piedi. Io ormai sto a Milano e vedersi i fine settimana non mi da nessuna soddisfazione. Perciò ho deciso di lasciarti.” Disperato cercai di mantenere in piedi una speranza “Ma Elisa se il problema è la lontananza si può trovare una soluzione. Posso venire a lavorare anch’io a Milano …” “Senti mi dispiace Matteo di dirtelo, avevo sperato di evitarlo, ma la tua ostinazione non mi lascia spazio. Ho un altro uomo, si chiama Dario, tra l’altro è il mio capo. Pensiamo anche di sposarci. Quindi chiudiamo qui la storia e ora scusami ma sto aspettando delle persone e preferirei che tu non ci fossi quando arrivano”. Se un treno mi fosse passato sopra non avrei potuto sentirmi peggio. Mesto me ne andai via. Erano due le sensazioni dominanti: la prima di disperazione perché Elisa, cui tenevo tanto, mi aveva lasciato. La seconda di rabbia per come mi aveva scaricato e per quanto stronza si era dimostrata. Era solo un’arrivista che si accompagnava a quelli che la potevano aiutare. E allora mi deprimevo ancora di più pensando e . Ero a terra. Moralmente era stato un colpo troppo forte. Passai come rincoglionito tutto il week end. E la settimana lavorativa che seguì fu un disastro. Di notte riuscivo a dormire solo poche ore mentre i primi giorni non ...
... riuscivo in alcun modo a concentrarmi su quello che dovevo fare. Quando mi chiedevano indicazioni sui lavori da fare non riuscivo a prendere decisioni. Infine cercai di mettermi a lavorare sul serio ma non credevo più in me e nelle mie capacità e quindi riuscivo a fare neanche la metà di quelle che erano le mie normali capacità lavorative. Qualcosa cominciava a circolare in Azienda come voci di corridoio, ma non avevo neanche la forza e la voglia di contrastarle. Evitavo di parlare, anche nelle pause, con gli altri e cercavo di isolarmi. Avevo cambiato anche bar dove ero solito mangiare. Fu quindi con una certa sorpresa che il venerdì mentre ero lì a sbocconcellare un panino vidi arrivare Armando. Si sedette con il suo panino e il suo succo. Parlò per lo più di cazzate, non curandosi che io rispondessi e di questo lo ringraziai mentalmente. Dopo il caffè mi disse “Vieni che facciamo due passi fino ai giardinetti qui di fronte poi torniamo al lavoro” Feci un cenno di assenso e ci avviammo lentamente verso i giardinetti. Mi mise una mano sulla spalla e mi disse “Senti Matteo sei libero di dirmi di farmi i cazzi miei, ma non riesco a stare zitto! Sono alcuni giorni che hai una faccia! Sul lavoro non stai andando bene e ci sono voci che circolano. Cosa ti sta succedendo? Cosa posso fare per aiutarti?” Il tono era accorato e non riuscii a resistere e fu come un fiume in piena che travolge gli argini. Gli raccontai tutto, quello che avevo dentro e trovai un orecchio che mi ascoltava ...