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Bocca di velluto.
Data: 10/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Baxi, Fonte: RaccontiMilu
... lei il sapore della sborra in bocca. Finita la licenza, quando sono rientrato in caserma, ho trovato un’amara sorpresa: c’era stato assegnato un nuovo ufficiale che comandava il plotone. Era un giovane tenente, tutto ordine e regolamento, appena uscito dall’Accademia e convinto che si poteva comandare un plotone, anche senza l’esperienza, ma con il solo ausilio del regolamento. Era talmente pieno di sé, che era subito diventato antipatico anche a Giovanni, il quale, nonostante avesse molta esperienza, non veniva quasi preso in considerazione dall’ufficiale, anzi, sembrava come se il tenente avesse paura che il sergente fosse più esperto di lui, cosa che, in fondo, era vero. Seguirono due mesi veramente duri con quel rompi coglioni, sempre tra i piedi, impedendo anche che potessimo divertirci con i nostri giochi a tre: infatti si erano diradati proprio per la costante presenza del tenente. Poi, una notte, ero appena smontato dalla guardia e, prima di mettermi a dormire, avevo bisogno di urinare, così mi diressi verso il bagno. Mentre mi stavo lavando le mani, dopo aver espletato la minzione, la mia attenzione fu richiamata dalla luce che usciva dalla finestra dell’alloggio del nostro integerrimo ufficiale: cosa molto insolita in considerazione che erano le due del mattino e che, a quell’ora, lui avrebbe dovuto dormire. Incuriosito, sono uscito dalla porta posteriore e, nascosto dietro un arbusto di oleandro, ho spiato, attraverso la finestra, quello che l’ufficiale stava ...
... facendo. Il nostro caro tenente si stava preparando una magnifica canna, anzi, per esser più precisi, un vero cannone, che poi ha dovuto fumare fuori, onde evitare che l’odore ristagnasse all’interno del suo alloggiamento. L’indomani l’ho raccontato a Giovanni che, quando ne è venuto a conoscenza di quella cosa, gli si è illuminato il volto, quasi gli avessi detto che l’avevano promosso generale. «Adesso lo abbiamo in pugno!» In quel momento non ho capito bene a cosa si riferisse, ma, due notti dopo, siamo tornati insieme, dietro la finestra, e lui era munito di una piccola macchina fotografica, con la quale ha ripreso ogni momento della preparazione della cospicua canna e relativa fumata del nostro tenente. Poi ce ne siamo andati a dormire. Tre giorni dopo, ci ha detto di andare con lui e, insieme, siamo andati dal tenente; Giovanni lo ha pregato di seguirlo nel magazzino. dove c’era una cosa che il nostro ufficiale avrebbe dovuto sapere. Una volta entrati nel magazzino, Luca ha chiuso silenziosamente la porta dietro di noi; entrati nell’ufficio, Giovanni ha ordinato al tenente di sedersi e questi si è ribellato con un atteggiamento palesemente irritato. «Come si permette di dare degli ordini a me, che sono un suo superiore? Lei sta rischiando di essere degradato!» Giovanni lo ha guardato con calma, poi ha guardato noi, ed ha messo il braccio sinistro sulla spalla del tenente, costringendolo a sedersi perché più forte, mentre l’ufficiale lo guardava con espressione ...