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Bocca di velluto.
Data: 10/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Baxi, Fonte: RaccontiMilu
Mi chiamo Carlo, oggi ho cinquant’anni e sono un bisex convinto. Questa mia scoperta risale a tanti anni fa. All’epoca ero un militare arruolato nell’Aereonautica Militare, in un corpo speciale che si occupava della difesa degli aeroporti. Non so bene come c’ero finito, ma era dura veramente, guardie, esercitazioni, allarmi e marce erano all’ordine del giorno e la stanchezza la faceva da padrona. Ricordo una notte d’inverno, faceva un freddo tremendo, ero di guardia, avevo molto freddo ed ero stanchissimo. Me ne stavo rintanato in una buca circondata da sacchi di sabbia con due feritoie, ricoperta da una lamiera con sopra altri sacchi di sabbia, una leggera tenda copriva l’entrata. Dalle feritoie veniva molto freddo e fu quello il momento in cui commisi il primo dei due errori: mi misi seduto e chiusi gli occhi per alcuni secondi, almeno così credevo, invece mi addormentai profondamente. Improvvisamente una mano forte mi scosse dal sonno e fu grande lo stupore nel vedermi davanti il nostro sergente, con il mio fucile in mano. In un attimo, tutta la mia vita futura si delineò chiaramente. Processo per direttissima, il minimo due anni di carcere punitivo. Questo era già accaduto ad altri due soldati prima di me e il nostro sergente, un uomo alto, forte e muscoloso, dal carattere duro e taciturno, che comandava temporaneamente il plotone in assenza del nostro ufficiale, che si era ferito durante un’esercitazione, se ne stava in piedi davanti a me in silenzio. «La prego non ...
... mi rovini». Riuscii a dire con un filo di voce, carico di terrore. Lui rimase un attimo in silenzio, poi fece un profondo respiro e si avvicinò a me. Ora il suo corpo era a poca distanza dal mio viso, quando lui improvvisamente aprì i pantaloni e tirò fuori un membro grosso e lungo. «Scegli!» Mi disse con tono duro e deciso, avvicinando il suo corpo a poca distanza dalla mia faccia. Senza nessuna esitazione, afferrai quel cazzo, ancora molle, ma già di notevoli proporzioni, al punto che indice e pollice a malapena riuscivano a congiungersi. Tirai fuori la lingua e detti la prima leccata. Rimasi stupito dal fatto che era profumato, sì, sapeva di acqua e sapone, come se lo avesse lavato un momento prima. A quell’epoca ero già fidanzato con quella che sarebbe poi diventata mia moglie e le donne, in quegli anni, difficilmente ti facevano scopare, principalmente per paura di rimanere incinte, quindi, il miglior sistema per tenere a bada il fidanzato, era quello di fare pompini. Mi ero sempre chiesto cosa ci potesse provare nel leccare e succhiare, con estremo piacere, il mio cazzo e vedevo la gioia e la soddisfazione nell’ingoiare la mia eiaculazione; ora, per caso, avevo l’opportunità di togliermi questa curiosità. Cominciai a succhiare, leccare, quello splendido palo che mi stava lievitando tra mani e bocca, cercando di ripetere le stesse cose e gli stessi gesti che vedevo fare alla mia fidanzata su di me. Non m’importava nulla, né della situazione né di qualsiasi altra ...