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Storia di una sirena 1 - le fondamenta ed i primi impulsi
Data: 26/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Syren, Fonte: Annunci69
... sempre una via. – mi spiegava con voce profetica, senza che in realtà comprendessi appieno le sue parole. I miei genitori, grandi lavoratori, avevano sempre obbligato tutti e tre i figli a trovarsi delle attività extra scolastiche; un po’ per essere sicuri che, nonostante i loro impegni, noi avessimo qualche distrazione, un po’ perché volevano indirizzarci verso una passione personale. Grande motore nella vita di tutti i membri della nostra famiglia. Con me e mio fratello fu facile: a me la piscina e a lui gli allenamenti di calcio. Mia sorella Pat, invece, meno avvezza all’attività sportiva, faticava a trovare uno sfogo adatto alla sua personalità. Ne provò tanti, ma tutti la annoiavano dopo un po’: nuoto, pallavolo, judo, danza… Quest’ultima, in particolar modo, le procurò diversi fastidi e tutta la famiglia dovette insistere parecchio perché lei durasse più di un mese; me compreso, infatti la accompagnai per sostenerla in qualche modo. Non l’avessi mai fatto… Alla vista di tutte quelle bimbette in tutine celesti che sgambettavano con grazia, rimasi folgorato. Quasi innamorato. Non certo per le ballerine, ma per il ballo in sé. Volevo assolutamente imparare anch’io a tentare di librarmi in aria senza avere le ali, muovere le mani come fossero tutte delle fate intente a compiere magie, incrociare i piedini in modo coordinato per creare disegni sul pavimento. Iniziai così una delle mie prime famose campagne rivoluzionare di convinzione verso i miei ...
... genitori: volevo ballare! Per quanto fossero una coppia “moderna” e, per l’epoca, avversa all’omologazione, avevano comunque dei pregiudizi atavici impiantati dalla generazione precedente: la danza è per le femminucce. Urlai per settimane, feci il broncio per interi pasti a tavola, mi rifiutai di indossare ancora una volta soltanto una cuffia ed un costume; avevo 9 anni e avevo capito (inconsciamente) che ballare avrebbe contribuito a completare il mio essere diviso a metà. Come mia nonna aveva predetto, trovai la mia via alla fine e, sicuramente per sfinimento, i miei genitori accettarono di iscrivermi. Ero in estasi e mi feci in quattro per poter collimare tutti i miei impegni, tra la scuola, il nuoto ed ora, finalmente, un’attività che mi avrebbe permesso di esprimere appieno certe sfumature di me. Ero l’unico maschietto della sezione. A quei tempi, un bambino o un ragazzo rischiavano veramente grosso a voler intraprendere l’arte del ballerino. Le masse li avrebbero subito bollati come “effeminati”, in quanto incapaci di scegliere uno sport più fisico e brutale. Senza sapere che fare stretching per elasticizzare le giunture ed i fasci muscolari può essere estremamente faticoso e che, alla lunga, il ballo può far sviluppare una virilissima muscolatura. Potevo ancora permettermi di fingere di non sentire i risolini dei genitori e delle bambine più perfide quando arrivavo zompettando nella mia tutina celeste e nera, ma gli applausi e le urla d’incoraggiamento della mia ...