1. Storia di una sirena 1 - le fondamenta ed i primi impulsi


    Data: 26/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Syren, Fonte: Annunci69

    ... facevo distrarre dai giochi, negli spogliatoi potevo approfondire i miei studi e specializzarmi nella fisicità maschile.
    
    Rimasi subito affascinato dall’infinita possibilità di forme che il corpo di un uomo potesse avere: tondo e gonfio, atletico e squadrato, sottile e allungato, burroso e pieno di pieghe, liscio come la seta o peloso come un tappeto. E allo stesso modo mi era facile comprendere i vari aspetti che un pene potesse assumere.
    
    Inizialmente, basandomi sulle appendici maschili che gironzolavano a casa, credevo che tutti fossimo uguali. Anche lì mi si aprì un mondo: ero affascinato da questa proboscide carnosa fra le gambe; credo fossi stupito di quanta materia fosse necessaria solo per poter fare pipì. Dovetti aspettare la spiegazione di mia madre, la famosa storiella delle api e dei fiori, per comprendere che il pene, oltre a far uscire l’acqua gialla, poteva impiantare dei semini nella fessura delle femmine e aiutare a creare un bambino dopo un certo tempo di cottura. Quindi da grande, anch’io avrei dovuto infilare il mio pisellino nella farfallina di una femmina?...Devo proprio?...
    
    Sempre lei mi diede una molto sbrigativa spiegazione del corpo cavernoso in questione quando tutto il sangue confluiva in esso: l’erezione.
    
    Durante una vacanza in Croazia con la famiglia intera, vicino ad una spaggia nudista, tra le frasche di un canneto in lontananza, notai un uomo in palese stato di eccitazione. Il pene era completamente eretto all’insù, tosto e ...
    ... ricoperto da una fitta ragnatela di vene; rimasi imbambolato e colpito da quel nuovo status che non avevo mai visto prima in un’appendice maschile.
    
    Chiesi spiegazioni in merito a cosa potesse mai avere quell’uomo e Maura, rossa in viso, rispose frettolosamente:
    
    - È felice…-
    
    Ringrazio quindi la mia mamma per la più importante lezione di vita appresa: la felicità di un uomo passa dal suo membro.
    
    Amavo nuotare: al mare potevo rimanere a mollo per ore, fino a colorarmi di viola le labbra e trasformare i miei polpastrelli come quelli di un anziano. Con maschera e boccaglio rimanevo incantato ad osservare quel mondo alternativo al mio, popolato da creature così differenti, piante così diverse da quelle sulla terra e colori ed ombre così misteriosi che potevano scatenare la paura da un momento all’altro. Usando invece solo la maschera, trattenendo il fiato finchè potevo, giocavo ad essere una di quelle creature marine e piroettavo nell’acqua più alta come se stessi volando. Senza alcuna preoccupazione.
    
    Mia nonna Rosa (forse un po’ strega) diceva sempre che il mare scorreva nelle mie vene, che parte della mia anima era legata a quelle profondità scure. Ero il nipotino più amorevole secondo lei, anche se estremamente ciarliero; dove mi metteva, io rimanevo, ma se volevo raggiungere un luogo e mi veniva impedito, io trovavo comunque la mia strada; se mi lasciava solo a giocare, sapevo sempre come arrangiarmi.
    
    - Tu sei come l’acqua, cucciolo mio. Ti sai adattare e ti scaverai ...
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