1. Storia di una sirena 1 - le fondamenta ed i primi impulsi


    Data: 26/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Syren, Fonte: Annunci69

    ... a Mari Pintau sul suo motorino mentre gli cingevo la vita con le mie braccia. Urlare offeso verso un coetaneo che mi chiamava “finocchio” e la sera stessa masturbarmi sognando che lui stesso mi chiamasse allo stesso modo mentre mi penetrava a pecora negli spogliatoi della palestra.
    
    Fu un periodo sconnesso dalla realtà di cui, tutt’ora, ho ricordi frammentati che sono riuscito a recuperare dopo anni di accettazione, viaggi profondi in me stesso e capacità di amarsi per come si è.
    
    Ma gay significa anche “felice” e nonostante i patemi che la fase puberale comporta, ho avuto attimi di euforia e piccanti momenti di puro erotismo.
    
    Con il gruppo dei maschietti, soprattutto in primavera ed estate, si era spesso in giro in bicicletta a fuggire dai compiti e dalle mamme apprensive.
    
    Sembra quasi che tutti gli adolescenti debbano sperimentare almeno una volta nella vita un momento alla “Goonies”.
    
    Durante queste scorribande era d’obbligo allontanarsi il più possibile dallo sguardo degli adulti, pedalando su strade sterrate, arrampicarsi per sdrucciolevoli scogliere e rifugiarsi in vecchi casolari abbandonati. Il mio gruppo ne aveva trovato uno nel mezzo della campagna cagliaritana, distante da percorsi trafficati, e lo aveva reso la nostra segretissima fortezza della perversione.
    
    Qui l’adolescente medio poteva dare sfogo a tutta la sua mascolinità: spaccare bottiglie di vetro, abbattere a bastonate muri pericolanti, picchiarsi per il puro gusto della competizione ...
    ... fisica e dare sfoggio di tutto il proprio vocabolario di volgarità e oscenità senza filtri.
    
    Io ero sempre titubante in questi momenti e preferivo non essere mai protagonista in prima fila, ma piuttosto un caloroso incitatore o una ragguardevole vedetta. Saranno i primi e gli ultimi anni in cui il mio esibizionismo ed il mio desiderio di essere al centro dell’attenzione verranno repressi.
    
    In qualche occasione speciale, se un fortunato fra noi la recuperava nell’immondizia o riusciva a rubarla da un fratello più grande, poteva comparire una rivista porno (di carattere etero ovviamente). In quei momenti l’intero gruppo si animava e faticava a trattenere gli istinti.
    
    Non so più chi, la prima volta, ebbe la peccaminosa idea di usufruire insieme del bottino e masturbarsi in compagnia: la famosa sega di gruppo.
    
    Un misto di terrore e tentazione iniziò a serpeggiare fra noi. Un conto era girare nudi nelle docce per goliardia, un altro era mostrare la propria dotazione al massimo della sua efficienza. Ma, anche questo, faceva parte del processo di affiliazione all’interno di un branco di maschi e, quindi, nolenti o volenti, bisognava partecipare.
    
    Eravamo 5 o 6 e lentamente iniziammo a calarci le braghe e le mutande. Con sommo sollievo non ero quello con la materia prima più risicata, anzi, ci fu uno strano chiacchiericcio sul contrasto tra il mio essere “effeminato” e l’abbondanza della mia carne maschia (grazie papà!).
    
    Dopo qualche battibecco sul come affrontare la ...