1. Da giovani (parte quarta)


    Data: 11/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: AndrejKoymaski, Fonte: Annunci69

    Ormai io e Giulio scopavamo regolarmente, ci vedevamo tutti i giorni e qualche volta ripiegavamo su un pompino perché il culo mi faceva male dal giorno prima, oppure se gli dicevo di no lui insisteva fino a che non cedevo con riluttanza e più si accorgeva che non lo facevo volentieri, più sembrava che la cosa gli piacesse.
    
    Insomma dopo un'iniziale turbine di piacere reciproco, in realtà, a me farmi fare la parte della sua troietta (come mi chiamava lui) non piaceva più. Era umiliante e lui, a differenza delle prime volte in cui si rivelò premuroso, mi usava semplicemente come svuotapalle.
    
    Molte volte arrivavo a casa sua e senza nemmeno salutarmi mi diceva: "spogliati e girati che ti faccio il culo", mi infilava il cazzo, iniziava subito a muoversi dentro di me con foga e in meno di un minuto mi veniva dentro, poi lo sfilava, si scrollava sui miei glutei o sulla mia schiena le ultime gocce, mi dava un paio di sculacciate e mentre diceva "brava la mia troietta" iniziava a rivestirsi.
    
    Se dopo aver ricevuto dentro di me il suo sperma gli chiedevo di andare in bagno me lo negava perché diceva che, essendo "sua", dovevo tenere il suo seme dentro di me più a lungo possibile.
    
    Vi chiederete perché continuavo a frequentarlo, ebbene non lo so nemmeno io, forse perché non volevo rompere l'amicizia, forse perché temevo che se lo avessi mollato per ripicca avrebbe raccontato a tutti cosa facevamo, o forse perché in fondo mi piaceva, non lo so!
    
    Fatto sta che io e Giulio ...
    ... avevamo un amico più grande: Filippo.
    
    Filippo era il suo vicino di casa e quando ci trovavamo in garage ad armeggiare sulle nostre moto lui spesso scavalcava la recinzione e veniva a chiacchierare con noi, aveva circa 30 anni una fidanzata che era una fica da urlo (sulla quale, confesso, mi ero fatto centinaia di seghe).
    
    Un giorno Filippo ci raggiunse in garage e disse che la ditta per la quale lavorava lo avrebbe mandato per una settimana a Milano per allestire il palco di un concerto; siccome erano sotto organico cercavano manodopera e quindi, se avessimo voluto, avremmo potuto lavorare per una settimana regolarmente pagati. Giulio rispose di no mentre io gli dissi che ci avrei pensato e probabilmente sarei stato interessato. Quando Filippo se ne fu andato Giulio mi disse: "te ne vai una settimana e mi lasci qua a farmi scoppiare le palle"?
    
    "Almeno mi si riposerà il culo" gli risposi.
    
    "Già, così quando tornerai forse si sarà ristretto un po', comincio a ballarci dentro" mi rispose.
    
    Rimasi scioccato dalle sue parole, avevo capito che finito l'entusiasmo iniziale mi usava come svuotapalle, però di farmi trattare così non mi andava, così gli risposi: "o forse il culo me lo tiene largo Filippo e quando torno ci ballerai dentro perché ce l'ha più grande del tuo, che tra l'altro ci vuole poco".
    
    "Eh certo"! rispose Giulio, "con la figa che ha per le mani quello si sporca il cazzo nel tuo culo, io se avessi una figa così non ti guarderei nemmeno"!
    
    La discussione ...
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