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Rosso di sera - 1
Data: 08/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... tavolo. “Nazario”, feci io e gliela strinsi. La sua mano era caldissima, forte e morbida nello stesso tempo. Non sentii la scossa, toccandolo, ma non posso negare un brivido che mi risalì il braccio fino alla spalla. “Sei straniero?”, gli chiesi, per guadagnare un po’ di tempo e poter ritrovare il controllo delle mie emozioni. “Mio nonno era irlandese… porto il suo nome e anche questi, che sono la sua eredità.”, disse toccandosi la chioma. Rimanemmo in silenzio, avevamo esaurito le banalità di rito. “Se vuoi vedere anche il resto, - riprese lui – dobbiamo andare a casa tua. Abiti lontano?” Decisamente, non gli mancava lo spirito di iniziativa. “N…no… saranno un cinquecento metri da qui.” “Andiamo, allora. – e si alzò, dopo aver raccolto la valigetta – Lascia, pago io.”, e andò alla cassa. Durante il cammino riuscimmo ad avviare una discreta conversazione, in cui facemmo fuori diversi aspetti delle nostre esistenze, con quel grado di confidenza che si instaura a volte con sconosciuti, verso i quali ci sentiamo istintivamente aperti, e io mi ritrovai a rivelargli particolari della mia vita che avrei detto a pochi altri. Tranne, ovviamente, il proverbio di mia nonna con tutti gli annessi e connessi. Queste sono cose che non si tende a confidare al primo venuto: o le capisci da te o non vale la pena dirtele. Questo, comunque, non valeva a calmare il mio stato d’ansia: ok, andavamo a casa, e poi? Come avrei dovuto comportarmi? Ancora una volta, ...
... fu lui a trarmi d’impaccio: lo avevo fatto accomodare in soggiorno ed ero andato in cucina a prendere qualcosa di fresco dal frigo, allorché, tornando, lo trovai che si stava sbottonando i pantaloni: si aprì la patta e si abbassò leggermente l’elastico degli slip, fino a mostrare l’inizio di un folto ciuffo di peli anch’essi rosso-dorati. “Ecco il resto”, mi disse con un sorriso birichino, appena comparvi sull’uscio del soggiorno. Mi bloccai senza fiato. Riuscii a poggiare le bibite sul tavolo senza farle cadere e mi avvicinai a guardare da vicino. “Wow” – sospirai – Fantastico!” Mi stavo sdilinquendo davanti ai peli del cazzo di uno sconosciuto! Ma si può? “Sono diversi dai capelli. - osservai, sentendomi più idiota del solito – Hanno una sfumatura più morbida. Posso toccarli?”, e tesi la mano. “Se vuoi.”, fece lui, abbassando ulteriormente l’elastico. Scorsi l’attaccatura del cazzo e mi si asciugò la bocca. Sfiorai con la punta delle dita quei riccioli crespi, mentre lui mi osservava compiaciuto. “Sembrano fili d’oro brunito…”, mormorai a fior di labbra. Il desiderio di inginocchiarmi e affondare il volto in quel ciuffo ricciuto, respirare la fragranza dolciastra che emanava, cominciò a diventare incontenibile. Preferii battere in ritirata: recuperai le bibite e gliene porsi una. Brendan la prese e si sedette sul divano, appoggiandosi comodamente allo schienale, ma senza richiudersi i pantaloni, con la patta ancora aperta. Riprendemmo a ...