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Cenerentolo - 3
Data: 24/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... Principe, pensando che la tarda alba invernale lo trovò ancora sveglio, ancora seduto davanti al camino ormai spento, a rimuginare i suoi cupi pensieri, sempre con quel gioiello stretto nella mano, quel gioiello che per qualche strano motivo non era scomparso assieme a tutto il resto. D’un tratto, il Principe non resistette più. Si alzò e suonò con forza il campanello. Il valletto comparve all’istante. “Vostra Altezza, - disse, vedendolo ancora vestito con l’abito di gala – ma non siete andato a letto… perché non avete chiamato per farvi…” “Non preoccuparti, Tancredi. Fa riaccendere il fuoco e poi portami la colazione.” Mentre il valletto si occupava si occupava dell’incombenza, il Principe si spogliò dell’abito di gala e indossò una vestaglia foderata di vaio; mangiò qualcosa di quanto il valletto gli aveva apparecchiato, poi: “Ascolta, Tancredi, tu hai visto il giovane con cui mi sono ritirato nel salottino ieri sera. Lo conosci, sai per caso chi è?” “No, Vostra Altezza, - rispose quello – e poi l’ho notato solo di sfuggita. Mi è sembrato molto bello.” “Sì, - sospirò il Principe – è molto bello. Senti, chiedi alla servitù se qualcuno lo conosce o sa chi è.” L’indagine si concluse in fretta e diede esiti a dir poco disperanti: nessuno lo aveva mai visto, nessuno sapeva chi fosse. La delusione, però, non fece che rafforzare la decisione già presa. “Fai preparare la mia carrozza e la scorta d’onore: - ordinò al valletto – andiamo a ...
... cercarlo, dovessimo rovistare casa per casa. Chiama anche il notaio, che venga con il libro delle nascite, così sapremo dove cercare.” *** Se la notte del Principe fu tormentata, non migliore fu quella di Cenerentolo. Rannicchiato fra la cenere tiepida del camino, il giovane non poteva non ripensare a tutti gli avvenimenti della serata e ogni ricordo era una coltellata che gli straziava le carni. Mille volte si pentì di essere andato a quel ballo e mille volte benedisse d’averlo fatto. Forse non gliene sarebbe venuto niente di buono, ma per lo meno aveva vissuto qualche istante di pura felicità. Quando sentì la grossa chiave girare nella serratura e all’ingresso i passi concitati dei suoi familiari, Cenerentolo serrò gli occhi, sperando che lo lasciassero in pace. Speranza vana: un calcio furibondo lo costrinse a tornare nel mondo reale. Spalancò gli occhi, fingendo di svegliarsi. “Ahi!”, fece rintanandosi più dentro al camino. “In piedi, sfaccendato! – tuonò il barone – Preparaci la colazione,” “Ma è notte ancora…”, osò dire il ragazzo. “Dobbiamo forse rendere conto a te di quando vogliamo fare colazione?” Cenerentolo riuscì a sottrarsi al calcio, che il padre gli allungava e corse a riattizzare il fuoco nel fornello; riempì d’acqua la cuccuma del caffè e la pose a bollire. Ma non fece in tempo a prendere le tazze dalla credenza, che arrivarono i fratellastri, di ritorno dalle loro camere: “Il fuoco nella mia stanza è troppo forte!”, urlò Tarvisio, ...