1. Pei sentieri del piacer - 1


    Data: 10/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... inteso e continuò il suo lavoro, riuscendo anche a infilargli una mano nella patta e a cavargli fuori i coglioni, che furono presto fradici della saliva che colava lungo l’asta.
    
    “Vengo… - gemette infine Armando in preda agli spasimi – Vengo, Guido, togliti…”
    
    Ma Guido non si tolse, anzi, incrementò la suzione: togliersi era l’ultima cosa che voleva! Voleva invece gustare fino all’ultima goccia il succo di quel maschio che lo aveva fatto sballare fin dalla prima occhiata. Continuò a succhiare e ben presto, il cazzo gli tremolò fra le labbra, poi si tese al massimo, quasi volesse impedire al seme di uscire, e infine con un gemito liberatorio un fiotto di sugo colloso corse con uno scatto lungo tutta la grossa vena, riversandosi nella bocca di Guido, seguito da una seconda versata e poi da una terza. Il fortunato strinse le labbra sotto la cappella, perché niente gli sfuggisse, e ingoiò quella prelibatezza che gli veniva versata sulla lingua.
    
    Poi il flusso terminò e l’uccello iniziò ad afflosciarsi, allora Guido glielo risistemò dentro le mutande, perché non gli sporcasse i pantaloni con lo spurgo residuo.
    
    Quando ebbe finito, il giovane si contorse per rimettersi diritto: quella leva del cambio era un vero fastidio.
    
    “E’ ...
    ... successo veramente?”, chiese Armando ancora incredulo.
    
    “Penso proprio di sì. – rispose Guido, leccandosi le labbra e apprestandosi a rimettere in moto la macchina – Andiamo?”
    
    “E tu?”
    
    “Non c’è fretta… Mi offri sempre la colazione, vero?”
    
    “Altroché!...”, rispose Armando, allungandogli la mano sulla coscia.
    
    A quel contatto, Guido ebbe la tentazione di bloccare nuovamente la macchina, tanto l’eccitazione lo divorava, ma si controllò: valeva la pena aspettare, voleva fare le cose per bene.
    
    Procedettero per un’altra quindicina di chilometri e finalmente giunsero ad un condominio alla periferia del paese. Parcheggiarono e scesero.
    
    Non fecero in tempo a chiudersi alle spalle la porta dell’appartamento, che già erano avvinghiati l’uno all’altro, le labbra incollate, le lingue saettanti, i bacini premuti, le mani, sulla schiena, che strappavano la camicia fuori dai pantaloni e si infilavano sotto la cintura, per le prime carezze, le prime scoperte impudiche.
    
    “Ti preparo un caffè?”, ansimò Armando fra un bacio e l’altro.
    
    “Non dire sciocchezze…”, biascicò Guido, cercando di slacciargli la cintura.
    
    “Aspetta… - lo fermò, allora, Armando - andiamo di là…”, e presolo per mano, lo condusse verso la camera da letto.
    
    (continua) 
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