1. Pei sentieri del piacer - 1


    Data: 10/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    “Sempre libera degg’io folleggiare di gioia in gioia, vo’ che scorra il viver mio pei sentieri del piacer…”, gorgheggiava Guido, seguendo le acrobazie vocali della Callas sul CD della macchina, mentre guidava a velocità moderata lungo le strade della cittadina in cui, abitava il suo ragazzo.
    
    Una relazione che andava avanti da qualche mese, da quando si erano conosciuti sulle gradinate dell’Arena, durante una recita dell’intramontabile Aida.
    
    Guido era giunto da poco e cercava la posizione migliore per preservare il più a lungo possibile l’integrità delle chiappe sul cuscino gnoccoloso che aveva noleggiato lì in Arena, quando un giovane sui trenta, pressappoco suo coetaneo, gli si era seduto accanto, rivolgendogli un timido sorriso, quasi a volersi scusare dell’incomodo che gli avrebbe arrecato.
    
    Sul momento, lo aveva ignorato, continuando ostentatamente a leggere le note del programma, quasi seccato da quella presenza sconosciuta a contatto di gomito; poi, un’occhiata in tralice alle cosce avvolte nei jeans leggeri, fin su all’interessante rigonfiamento alla loro convergenza, un’occhiata di sfuggita alle belle mani nervose che tenevano un dépliant sugli spettacoli dell’estate, un’occhiata infine più decisa al bel volto del vicino avevano decisamente addolcito la sua contrarietà.
    
    Quando poi, quasi ne avesse avvertito lo sguardo, il vicino si era girato, i loro occhi si erano incrociati e le labbra si erano incurvate contemporaneamente ad un cordiale sorriso.
    
    “Lo ...
    ... spettacolo promette bene.”, disse il vicino, accennando alle scene colossali, ai piloni istoriati, alle comparse vestite da antichi egiziani, che girovagavano per l’immenso palcoscenico a dare gli ultimi ritocchi.
    
    Una banalità a cui Guido rispose con la prima che gli passò per la mente:
    
    “Beh, l’Aida non delude mai.”
    
    Si vergognò subito di quella cavolata, ma l’altro non gliene diede il tempo.
    
    “Mi chiamo Armando.”, disse, voltandosi a metà e tendendogli la destra.
    
    “Piacere, Guido.”
    
    Guido sentì un leggero brivido al contatto di quella mano solida e asciutta, e inconsciamente prolungò la stretta forse un secondo in più del necessario.
    
    Seguirono i canonici “di dove sei”, “cosa fai” e via di seguito secondo il normale repertorio, finché al terzo suono del gong, le luci attenuarono e, dopo l’applauso all’ingresso del Maestro, gli archi iniziarono lo struggente preludio.
    
    Ma non era come le altre volte, già alle prime note Guido sentì che qualcosa gli impediva di concentrarsi, che lo portava altrove con la mente. Avvertiva la presenza al suo fianco, ne avvertiva il calore che si sprigionava dal corpo, ne avvertiva il ritmo del respiro…
    
    La prima scena scivolò via pressoché ignorata… e quando Radames intonò il “Celeste Aida”, la sua gamba si spinse a sfiorare inavvertitamente quella di Armando… che non si ritrasse, e questo aumentò il suo batticuore.
    
    Non se ne era accorto? era troppo concentrato nell’ascolto? o forse anche lui?…
    
    Dopo qualche minuto, Guido ...
«1234»