1. Pei sentieri del piacer - 1


    Data: 10/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... due ormai. Alle cinque c’è il primo treno. Si tratta solo di aspettare qualche ora..”
    
    “Qualche ora? Ma non se ne parla, - saltò su Guido – ti do un passaggio io.”
    
    “Non preoccuparti, non è la prima volta, ci sono abituato.”
    
    “Assolutamente no, non ti lascio ad aspettare un treno in stazione. Con tutti i pericoli in circolazione. Dai, andiamo.”, e si alzò dal tavolo.
    
    “Ma no, dai, Guido, - si schermì ancora Armando – sono quaranta chilometri per arrivare a casa mia e tu abiti dalla parte opposta…”
    
    “Vuol dire che mi offrirai la colazione.”, tagliò corto Guido.
    
    Armando cedette e lo seguì, pur sentendosi in colpa per il disagio che stava per creargli. Dovettero fare un bel pezzo di strada per raggiungere la macchina e finalmente partirono.
    
    Dopo un po’, si lasciarono alle spalle la città e presero la statale.
    
    “Senti, mi dispiace che…”, mormorò Armando.
    
    “Sciocchezze. – rispose Guido – mi piace guidare, non mi costa niente, credimi. Ti accompagno volentieri”
    
    “Ci conosciamo appena, ma sei davvero un amico.”, mormorò Armando.
    
    “Già, e non potevo mica lasciare un amico ad aspettare da solo in stazione.”, disse Guido, cogliendo l’occasione per allungare la mano e battergli un colpetto sulla coscia.
    
    La mano indugiò un momento, indecisa, poi si ritrasse per tornare a impugnare il volante. Erano ormai fuori Verona e la macchina sfrecciava sulla statale buia, quando, all’improvviso, Guido imboccò una stradina di campagna, bloccandosi dopo un centinaio di ...
    ... metri.
    
    “Cosa c’è?”, chiese Armando.
    
    Ma, senza rispondere, l’altro sganciò la cintura, si sporse verso di lui e afferratagli la testa con ambo le mani, si avventò a baciarlo sulle labbra.
    
    “Ehi…”, fece Armando, divincolandosi dalla stretta.
    
    “Scusami… – balbettò Guiso – Non ce la facevo più. Mi piaci davvero, cazzo!”
    
    “Bastava dirmelo… - sorrise Armando – Abbiamo superato posti migliori.”, e fu lui stavolta a sporgersi verso Guido.
    
    Ben presto, l’angusto spazio dei sedili anteriori fu un campo di battaglia, in cui i due giovani duellavano di baci e di carezze. Guido era riuscito ad estrarre il cazzo turgido di Armando: lo impugnò un momento, come a pregustarne la consistenza, poi nell’oscurità della notte ci si chinò sopra. Furono indubbiamente l’istinto e l’odore a guidare la sua lingua, che venne accolta con un gemito di voluttà, quando Armando se la sentì svirgolare attorno alla cappella.
    
    Guido slinguò la bava amarognola che la copriva, poi spalancò la bocca e ingoiò buona parte dell’asta, ronfandoci attorno.
    
    Armando si lasciò andare al piacere, carezzandogli dolcemente i capelli, mentre Guido iniziava a succhiare con vorace determinazione, nonostante l’incomodo della leva del cambio premuta sul fianco.
    
    A nessuno dei due passò per la mente di spostarsi sul sedile posteriore, tanta era l’urgenza da cui entrambi erano pressati.
    
    “Mi fai venire…”, sospirò ad un tratto Armando, come ad avvertirlo dell’imminente esplosione.
    
    Ma Guido non se ne diede per ...