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Pei sentieri del piacer - 1
Data: 10/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... ritrasse la gamba, ma il contatto non si interruppe, perché stavolta fu Armando a spingere inavvertitamente di lato la sua fino a sfiorarsi di nuovo. Queste manovre, che noi riassumiamo in poche righe, in realtà durarono interi quarti d’ora, per cui passò tutto il primo atto prima che lo sfioramento casuale delle gambe si trasformasse in un contatto stabile e rassicurante. Gli applausi scroscianti sembrarono svegliare Guido da un sogno. Si voltò verso Armando e Armando si voltò verso di lui. “Bello, vero?”, disse con un sorriso, mentre prendeva ad applaudire pure lui. Guido fece cenno di sì con la testa e si unì all’applauso, ma francamente non ricordava neanche una nota di quanto aveva sentito. Durante l’intervallo, Armando si allontanò per scendere ai bagni e gli chiese se voleva sgranchirsi le gambe, ma lui non rifiutò: “Ti aspetto qui.”, gli disse. In realtà, temeva che, alzandosi, apparisse evidente l’erezione che lo divorava e che forse gli stava bagnando i pantaloni. E così lo trovò Armando al ritorno: rannicchiato e con le cosce strette. “Cos’hai?”, gli chiese. “Un po’ freddo.”, mentì Guido e, infatti per sua fortuna si era alzato un venticello fresco, indizio di qualche temporale che si stava scaricando chissà dove. “Non hai un maglioncino?” “No” “Aspetta.”, disse, allora, Armando e, aperto lo zainetto, ne tirò fuori un giacchino di jeans che depose premurosamente sulle spalle dell’amico. “E tu?”, chiese Guido. “Lo avevo ...
... portato solo per precauzione. – rispose Armando – Sono un tipo focoso.”, e scoppiò a ridere. Stringendosi addosso il giacchino di Armando, a Guido sembrò come di essere avvolto da un abbraccio e si rilassò, anche perché l’erezione gli era passata per il momento. Il resto della rappresentazione andò decisamente meglio, come se passato l’imbarazzo e l’incertezza iniziale, i due, e Guido in particolare, potessero dedicare adesso la loro attenzione allo spettacolo a cui stavano assistendo. Era tardissimo quando l’opera finì e gli spettatori cominciarono a defluire attraverso gli antichi vomitoria dell’Arena. Nella ressa, due si persero di vista e passò qualche minuto, prima che Armando individuasse Guido, che continuava a guardarsi attorno spaesato. Lo raggiunse, ma all’improvviso si sentirono entrambi la testa vuota: la magia di qualche ora prima era svanita. C’erano ancora dei bar aperti in piazza Bra. “Ti va una birra?”, propose Guido, quasi in preda alla disperazione. Armando guardò l’orologio e fece spallucce. “Perché no?”, sorrise. Scelsero un tavolo, ordinarono e bevvero, commentando scioccamente lo spettacolo appena visto, senza che nessuno dei due avesse il coraggio di andare oltre, di dire una parola sulle emozioni vere che avevano vissuto, uno accanto all’altro su quelle dure gradinate. “Dove hai la macchina?”, chiese infine Guido. “Sono in treno.”, rispose Armando. “In treno? Ma non ci sono corse a quest’ora!” “Infatti, ma sono quasi le ...