1. Esperimento 4 (la frase sfuggita col cognato)


    Data: 01/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CARLOMARIABSX, Fonte: Annunci69

    ... Ma di fronte al contenuto rimasi senza parole. Un bigliettino con un indirizzo: Corso Garibaldi 22 (la casa di famiglia)! Vieni adesso.
    
    Dunque aveva già organizzato il nostro incontro, ancora prima che glielo proponessi, e sin nei minimi particolari. La sua presunzione non aveva limiti, visto anche come mi aveva trattato. Fui tentato in un gesto di rabbia di gettarlo nella spazzatura e di mandarlo al diavolo, ma ci ripensai quasi subito. In fondo la sua arroganza mi eccitava. Andai davanti allo specchio, mi feci la barba poi infilai un caschetto di capelli lisci e rossi, molto corti e sbarazzini. Sembravo un’altra! I capelli corti mettevano in risalto il mio viso dai lineamenti dolci e regolari, e il colore contrastava con la mia pelle bianca tanto da renderla più luminosa. Affascinato osservai quella vistosa ragazza che mi stava di fronte. Mi dipinsi le labbra con il rossetto più appariscente che avevo e mi truccai vistosamente gli occhi. Poi mi spogliai completamente nudo per indossare solo il perizoma e un vestito attillatissimo. Per ultimo mi infilai gli stivali un po’ da zoccola. Mi girai e rigirai ammaliato davanti allo specchio lungo dell’armadio in camera. Parevo una puttana ma nessuno mi avrebbe riconosciuto conciato così. Era fantastico! E mi sentivo già tutta elettrizzato per quella follia e all’idea di incontrarlo, finalmente. Aveva ragione la mia amica. Quel misterioso amante aveva fantasia e faccia tosta da vendere! (il marito di mia sorella voleva ...
    ... scoparmi!) Afferrai la borsetta e uscii di casa. Voleva giocare pesante? Benissimo, ero pronto ad offrirgli pane per i suoi denti.
    
    Presi un taxi e mi feci accompagnare all’indirizzo di casa “anche mia” addosso occhiate critiche e stupite. Una telefonata “Vai al Cristal” il bar di fronte dove facevo colazione tutti i sabati e domenica. Qualche uomo ovviamente mi riservò anche sguardi ammiccanti e complici mentre le donne parevano addirittura indignate dalla mia presenza. Mi sentii improvvisamente molto in imbarazzo e un po’ messo alla berlina lì dentro e provai una gran rabbia nei confronti di colui che mi ci aveva portato. Ma non intendevo cedere, così mi sedetti ad un tavolino e ordinai un caffè. Come potevo però riconoscere il porco telefonico senza sentirlo parlare? E poi chi mi avrebbe assicurato che si sarebbe fatto vivo veramente? Mi ero precipitato lì ma non avevamo concordato nulla di preciso. Mi ero semplicemente limitato a seguire le sue istruzioni pensando mi stesse aspettando.
    
    Mi guardai attorno con circospezione. C’erano un paio di uomini soli ma nessuno mi fece un cenno d’intesa e non osai importunarli. Potevano scambiarmi per un’autentica puttana in cerca di clienti e farmi una piazzata.
    
    Dopo mezz’ora, innervosito, mi alzai e andai alla toilette. Mi fermai davanti allo specchio a fissare il viso della sconosciuta che avevo di fronte. Cosa diavolo mi aveva spinta a conciarmi in quel modo? Da dove mi veniva quella smania di avventure ed emozioni forti che mi ...