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Esperimento 4 (la frase sfuggita col cognato)
Data: 01/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: CARLOMARIABSX, Fonte: Annunci69
Domenica mattina mi svegliai decisamente di malumore. Mi sentivo in colpa anche se non volevo ammetterlo. Ciò che era accaduto a casa di mia sorella era disdicevole. Come avevo potuto lasciarmi andare con mio cognato! E in casa di mia sorella per giunta! Certo ci avevo goduto, non potevo negarlo e probabilmente avrei succhiato volentieri quel bel cazzo duro, ma dirglielo in faccia questo non mi rendeva molto orgoglioso di me. Ma con tutti gli uomini che si possono incontrare a Milano proprio da un parente dovevo farmi prendere? Non era giusto che per assecondare la mia smania di indipendenza e di libertà sessuale dovesse rimetterci mia sorella. Suo marito comunque era un bel porco, non l’avrei mai immaginato. Se non sapeva tenere le mani a posto con me chissà quante amiche/ci, quante colleghe/i, si era scopato all’insaputa di mia sorella. Quel maiale senz’altro aveva più di un’amante che mentre Maria gli stirava le camicie e badava ai suoi figli, lo spompinava a suo piacere o si faceva sbattere sulla scrivania dell’ufficio. Per un attimo fui tentato di telefonare a mia sorella per metterla in guardia dall’uomo con cui viveva ma per fortuna capii subito che era un’idea assurda. Non era compito mio giudicare il loro rapporto. Forse a Maria andava bene così, forse lo sapeva e sopportava le scappatelle di suo marito. La sua reazione però avrebbe potuto essere diversa se avesse scoperto che ci aveva provato addirittura con me. Era meglio metterci una pietra sopra e ...
... salvare la loro pace familiare, cercando piuttosto di stare alla larga da Gianni. Per non pensarci troppo decisi di trascorrere la giornata in spiaggia a leggere e a godermi un po’ di sole. Non faceva ancora abbastanza caldo da scoprirsi ma sarebbe stato comunque molto rilassante stendersi su una sdraio con un buon libro e lasciarsi cullare dal rumore della risacca. Però non riuscii a concentrarmi nella lettura, tormentato com’ero sia dalla colpa (era la prima volta) che dalla voglia insoddisfatta. Le ore passarono comunque così in fretta che solo quando iniziò a far freddo mi decisi a tornare a casa. Ma ecco che non avevo ancora messo piede nel soggiorno che il telefono iniziò a squillare. Fui tentato di non rispondere. Dopo gli ultimi accadimenti ero quasi riuscito a non pensare più alla voce sconosciuta. Ma poi mi decisi. Naturalmente era lui. “Sei un bambino cattivo! Dove sei stato ieri e oggi?”. “Non ti devo nessuna spiegazione”, risposi deciso, sentendomi ribollire dentro la rabbia di due giorni prima per come mi aveva umiliato. “Non avresti dovuto fuggire via venerdì sera”, riprese subito intuendo il mio problema. “Non mi piace ascoltare due che scopano se per giunta non posso avere la mia controparte”. Lui disse che si era trattato solo di un gioco, che mi sarei divertito anch’io se solo avessi avuto la pazienza di aspettare. Che mi avrebbe reso partecipe facendo godere anche me. Ma secondo il mio parere stava mentendo solo per riconquistarmi. “Ti ...