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Quello che non volesti - 1
Data: 26/03/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... dove avrebbe potuto redimersi agli occhi del Signore. Finito di mangiare, si alzò e, lasciata la strada maestra, prese uno dei viottoli che si dirigevano verso i monti lontani. Sarebbe inutile seguire passo passo il suo cammino, diciamo solo che arrivato alle pendici del monte, prese a inerpicarsi per sentieri sempre più aspri e impervi, dove anche le capre avrebbero fatto fatica ad arrampicarsi. Ma tale era il suo fervore, tale il suo desiderio di espiazione, che procedeva senza quasi sentire la fatica. Avanzò per giorni, sempre più stremato, ma sempre animato dalla voglia di andare avanti, quasi che quelle sofferenze stessero cancellando pian piano il suo passato vergognoso e facendo emergere il buono dentro di lui, quel buono che non era mai morto. Finirono i tozzi di pane nella sacca e allora si nutrì di bacche e di frutti del bosco; si dissetò ai rivoli d’acqua, che scorrevano lungo le rocce, e ad ogni passo si sentiva stranamente più leggero, più in pace con se stesso. Quanto durò quell’ascesa verso luoghi impervi? Forse una settimana… forse due… neanche lui lo sapeva: vari giorni erano già passati, quando cominciò a riprendere consapevolezza di sé. E finalmente giunse alla destinazione, che andava cercando. Era in cammino da poco, dopo aver passato la notte rannicchiato sotto alcuni cespugli, quando ad una svolta del sentiero si trovò davanti un piccolo pianoro, limitato a sinistra dalla parete rocciosa, mentre a destra declinava dolcemente verso una ...
... foresta di abeti. Si fermò, impressionato dalla bellezza del luogo e dal silenzio, un silenzio appena turbato dallo stormire leggero della brezza primaverile: era giunto al termine del viaggio. Si sentì a casa: era lì che avrebbe passato i suoi giorni. Si fece avanti, guardandosi attorno, e fu allora che si accorse di un’apertura nella parete rocciosa. La raggiunse: la frattura si allungava verso l’interno. Decenzio si fece strada fra i sassi e l’erbaglia che la ostruivano e dopo pochi passi sbucò nel buio di una caverna. Muovendosi con cautela, a tastoni, poté stabilire che era ampia almeno dieci braccia e alta da poterci stare in piedi. Allora, tornò fuori, raccolse degli sterpi secchi e alcune pietre che gli sembrarono adatte, e dopo averci lavorato abbastanza riuscì ad accendere un focherello. Andò, quindi, a raccogliere un ramo caduto di abete, gli fece prendere fuoco per bene e con quella torcia rudimentale tornò nella caverna: come aveva immaginato, era ampia e asciutta, e non sembrava essere la tana di altri animali. Preparò, allora, un focolare vicino all’entrata, vi accese il fuoco e andò subito a raccogliere altra legna. Poi si preparò un giaciglio con erba secca e rametti, e finalmente si distese in quello che per la prima volta, da chissà quanto tempo, gli parve un vero letto. Felice di quella sistemazione, Decenzio decise di fermarsi, organizzando le sue giornate fra la raccolta di bacche e funghi, e la caccia a piccoli animali, che scuoiava con un ...