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Quello che non volesti - 1
Data: 26/03/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
Il drappello di armigeri a cavallo scortò Decenzio fino alla porta orientale della città, fermandosi subito al di qua degli enormi battenti, rinforzati da chiodi e piastre di ferro rugginoso. Al loro richiamo, un paio di sentinelle uscirono dalla guardiola e si diedero ad aprire la postierla poco più grande di una gattaiola, verso la quale un armigero spinse Decenzio con la punta della lancia. Il giovane non era alto, tuttavia dovette chinarsi per passare attraverso l’apertura, che si richiuse in fretta, prima ancora che avesse il tempo di voltarsi per dare un’ultima occhiata ai luoghi della sua infanzia, da cui era stato bandito. Decenzio guardò davanti a sé, il lungo cammino: primi albori, oltre le montagne, avevano appena mutato la tenebra notturna in un azzurro cristallino, che nonostante il dolore cocente, sembrò infondergli un senso di commozione, quasi di pace. Era verso lì che doveva andare, verso la luce che stava per nascere. Ma doveva affrettarsi. Rabbrividì al fresco pungente della notte, si calcò il cappuccio in testa e si strinse nel mantello; si aggiustò sulla spalla la sacca con le sue poche cose; poi strinse con forza il bordone, quel solido bastone da pellegrino, che era già stato di suo padre, e si avviò con passo deciso. Doveva affrettarsi: entro il tramonto doveva essere fuori dai confini della città, pena la morte. Non aveva tempo di rammaricarsi, di contrirsi per quanto era successo: doveva affrettarsi. E Decenzio si affrettò, mentre l’alba ...
... schiariva lentamente la strada davanti ai suoi passi. Quando, poco dopo, l’aurora si affacciò oltre i monti lontani in un trionfo purpureo per aprire i cancelli del sole, era già lontano dalle mura della città, che quasi non si scorgevano più nella foschia alle sue spalle. O era un velo di lacrime ad offuscargli la vista? Comparve il sole e Decenzio continuò a camminare a capo chino, appoggiandosi al bordone, onde alleviare il peso sulle spalle e ancor più il macigno che si portava dentro il petto. Non rimpiangeva quello che era successo, non aveva senso neanche rammaricarsene. Strinse ancora più forte il bastone nodoso e accelerò il passo, onde uscire al più presto dalla distesa di campi coltivati che circondavano la città e nascondersi nell’anonimato della foresta che si dipanava dalle pendici dei monti, ora più vicini. Doveva sfuggire all’attenzione dei contadini che già cominciavano a uscire dai loro tuguri: la sua condizione di bandito li autorizzava a insultarlo, a prenderlo a sassate, a rubargli le poche cose che aveva. E lui sapeva che non avrebbero esitato a rivalersi su qualcuno che appariva più misero di loro, scaricandogli addosso tutte le loro sofferenze e le loro frustrazioni. La pietà non appartiene ai miseri, specialmente se possono spartirsi le spoglie dei vinti. Quando il sole fu alto, Decenzio si sedette su un ceppo di pietra coperto di licheni, forse il basamento di un’antica statua scomparsa, mangiò un tozzo del pane che portava nella sacca e bevve al ...