1. Sottomissione: una condizione di vita.


    Data: 25/03/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fedex2019, Fonte: Annunci69

    La sottomissione è una condizione di vita, questo lo si legge in qualunque racconto gay nella sezione S/M.
    
    Quello che non si legge è che può diventare un tarlo che scava il suo spazio nella mente fino ad impossessarsene completamente tanto da minare le basi della tua vita sociale e privata.
    
    Perché ciò non accada occorre affrontare la sottomissione con lucidità, non contrastarla ma, anzi, gestirlo con un atteggiamento che definirei ginnico, tale cioè da adeguarsi alle sue regole facendo sì che anche lei si adegui alla tua vita.
    
    Tanto sforzo non è però sufficiente per scongiurare le insidie della sottomissione sempre pronta a far saltare gli equilibri di una vita: per viverla pienamente è indispensabile trovare il Padrone....non un Padrone ma l’Uomo superiore capace di entrarti dentro, dentro il tuo corpo, dentro la tua mente e dentro il tuo cuore. Colui in grado di plasmare la tua vita e quindi di plasmare anche la sottomissione che nasce insieme a te; chi può placare l’ansia di servire e può neutralizzare gli istinti distruttivi di una sudditanza scomposta e disordinata: il vaccino contro la virulenza di una schiavitùbsenza Padrone.
    
    Si può giocare con la sottomissione ma è un gioco d’azzardo in grado depauperare il patrimonio di credibilità, verso te stesso e verso chi ti sta accanto, che hai costruito negli anni.
    
    Se giochi con la sottomissione, sottovalutandola, lei vincerà sempre perché lei è l’azzardo che bara sempre con la tua vita e sempre ha la ...
    ... meglio.
    
    Meglio allora affrontarla con serietà, con impegno, con abnegazione.
    
    Il Padrone, quando hai la fortuna di incontrarlo, va servito, adorato; tutto si deve a lui perché è l’unico in grado di renderti felice semplicemente perché quando lo rendi felice, è allora che tu lo sei.
    
    Un giorno contattai in chat un uomo il cui nick era inequivocabile: era un Master severo che cercava uno schiavo. Lo avevo già contattato in passato ma non mi aveva mai degnato di risposta.
    
    Cominciammo a chattare, il suo nome era E. e subito ebbe su di me un potere soggiogante. Usava le parole come una frusta che mi imponeva di subire in silenzio senza poter reagire. Immediatamente mi ipnotizzò con il suo fascino benché mi propose pratiche estreme alle quali non ero abituato: scat e fisting.
    
    Inspiegabilmente quelle pratiche che mai avrei accettato da un altro, da lui proposte mi parvero limiti improvvisamente valicabili. Durante la chat, mi sembrò di vivere in una dimensione parallela: lo conoscevo virtualmente da pochi minuti ma avvertivo un insopprimibile desiderio di servirlo, adorarlo, fare tutto per lui.
    
    Quando mi chiese il telefono per incontraci da me più tardi, il cuore cominciò a battere all’impazzata, la salivazione si azzerò e raggiunsi un’erezione violentissima. Sembrava un sogno ma era la realtà.​
    
    Disgraziatamente mi fu anticipato un importante incontro di lavoro e gli chiesi di spostare il nostro appuntamento. Non me lo concesse e scomparve senza mai più rispondere alle ...
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