1. Vita da cornuto 3 - L’amante periodico


    Data: 24/08/2020, Categorie: Tradimenti Autore: P1945, Fonte: EroticiRacconti

    ... interesse per il culo di Federica. Il dialogo tra i due verte sulla preparazione dell’ano ...
    
    “Una settimana fa l’ho preso in culo da mio marito. Non mi ha fatto nessun male e mi è piaciuto tantissimo”. “Non mi hai sempre detto che ce l’ha piccolo?” “È più piccolo del tuo, ma lo usa veramente bene e ce l’ha sempre duro senza usare pillole varie”.
    
    Comprendo che Alfredo ha dovuto almeno qualche volta affrontare problemi di erezione o di durata. Forse stasera si è supportato con qualche farmaco.
    
    “OK. Allora procediamo ...”.
    
    Cala un silenzio eloquente; poi sento un gemito di Federica che non so se di piacere o di dolore.
    
    “Ora!” “Aaahi… mi stai rompendo il culo…” “La cappella è entrata …” “Non ti fermare ... Inculami porco! … Fammi sentire il tuo cazzo … sfondami!“
    
    Sento la spalliera metallica del letto che sbatte ritmicamente sulla parete. Dev’essere un’inculata violenta. Federica, che all’inizio emetteva gemiti di dolore, ora urla il suo piacere. Non passa molto tempo che viene rumorosamente. Alfredo continua ad incularla e nel giro di qualche minuto: “Ti sborro in culo puttana! Ricevila tutta… aaahhhhhh …sssì… ”
    
    Più tardi, mentre i due lasciano il motel, rifletto su me stesso. Ho ancora un’erezione importante con una voglia di sesso pazzesca. Contemporaneamente mi sento moralmente distrutto e umiliato nonostante l’apprezzamento di mia moglie sulle prestazioni del mio cazzo. Ripenso alle parole di Federica che mi incitavano al gioco; sì, giocare può essere ...
    ... anche molto bello, ma queste dolorose umiliazioni che mi infligge quanto sono davvero ancora solo un gioco?
    
    Torno a casa. Ancora non è arrivata. Ora, che sa che io so, non ha più la necessità di precipitarsi a casa per dissimulare. Giunge comunque dieci minuti dopo.
    
    Mi trova seduto sul divano mentre sorseggio un tè. Si è ricomposta e anche rifatta il trucco, ma qualche segno qua e là dimostra la battaglia che ha sostenuto. Ha avuto un’appagante sessione di sesso, ha il volto disteso e sorridente. “Grazie per la tua accettazione, mio cornutino! Ora la tua mogliettina troia penserà a te”. Mi si avvicina, solleva la gonna, non ha più le mutandine e mi sussurra: “Ho dentro di me ancora la sua sborra. Ti prego, puliscimela!”
    
    “Volentieri! Andiamo a farci una doccia insieme!” le rispondo in contropiede sorridendole ironico-non-troppo.
    
    Ha una leggera smorfia di disappunto: “Non intendevo questo, amore. Tu hai una sapiente e amorevole lingua …”
    
    “Che schifo! Non ci penso neanche. La sborra altrui ... non sono gay né bisex … e tu lo sai.” le dico deciso.
    
    Si mostra sbalordita, più flebilmente: “Credevo che tu fossi disposto a giocare fino in fondo …” “Per giocare sempre disponibile. Ma queste umiliazioni sono ancora solo un gioco secondo te?”
    
    Mi guarda pensierosa non più sorridente. Un’ombra le attraversa gli occhi. Poi rialza lo sguardo su di me stavolta con rinnovata decisione e molta tenerezza: “Dai! Andiamo in bagno: tu lavi me ed io lavo te!”
    
    Ci sorridiamo, ci ...