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Vita da cornuto 3 - L’amante periodico
Data: 24/08/2020, Categorie: Tradimenti Autore: P1945, Fonte: EroticiRacconti
... chiamerò fingendo una normale telefonata a casa, farò finta di chiudere lasciando invece aperta la comunicazione. Potrai così ascoltare. Con l’altro cellulare farò foto e forse video che ti invierò appena possibile. Poi una volta a casa ti narrerò tutto. E (sorniona) lo puoi fare, ma cerca di non segarti finché non ci rivedremo”. Mi accarezza sulla guancia con l’interno dell’avambraccio. Questa carezza l’abbiamo riservata a noi. La usiamo solo per quando vogliamo comunicarci qualcosa di forte che vada oltre il sesso. Ci provoca sempre un brivido intenso. “Buona giornata amor mio cornuto”. Finalmente esco. So già che la giornata non mi passerà mai. La mia donna so che mi sta mettendo alla prova. È la prima volta e mi vuol abituare ad un rituale che si ripeterà finché ne avrà voglia. Al di là delle umiliazioni che mi ha inflitto e mi sta infliggendo, so che mi ama; gliel’ho letto negli occhi. In effetti il suo credo di effetto benefico delle corna su un rapporto amoroso sembra confermato da tutti gli ultimi avvenimenti. Spero tanto che il futuro continui a confermare, ma dentro di me qualcosa mi dice che le cose non sono poi così semplici. Ore 12:30 Arriva la mia pausa pranzo. Mi giunge un messaggio con foto in intimo: “Guarda come mi presento a lui!” È in lingerie: uno schianto, lo farebbe tirare a un morto. È una troia di alto bordo, un perfetto mix di bello, osceno ed elegante. La chiamo: “Sei oscenamente stupenda. Lo faresti rizzare a un morto. ...
... Perché non ti sei mai messa così per me?” “Hai ragione anche tu. Me lo sto chiedendo … credo che la routine giornaliera che abbiamo passato finora abbia ucciso la fantasia, mentre l’aspettativa di un adulterio la aguzzi. Comunque da adesso ci sarai anche tu nel giro di queste ‘attenzioni’.” “A dopo mio cornuto”. “A dopo strega”. Ore 16:15 Sono al lavoro nello studio legale in un open space con altri colleghi. Non vola una mosca come in una biblioteca. Squilla a basso volume il mio cellulare. Parlo a bassa voce “Ciao!”. “Ciao amore! T’ho chiamato per dirti che stasera faccio un po’ più tardi qui a ‘Pilates’.” “L’avete già fatto?”. “Non ancora; sai occorre un adeguato riscaldamento per quell’esercizio” “Allora siete ai preliminari”. “Sì è un esercizio che fa veramente bene” “Divertiti! Voglio che tu sia felice!”. “Ora riprendiamo. Ci vediamo a casa stasera, caro”. E termina la recita. Non ho sentito alcun click. Metto il muto al microfono e proseguo l’ascolto in cuffia intanto tento di continuare a lavorare. Sento qualche rumorino. Poi una voce maschile: “Zoccola …” Seguono dei rumorini come uno sciacquettio e lei: “Sì… così… continua porco che mi fai godere”. “Ah! Tu sì che sai trovare il punto G… Ah! Sì… che lingua… ” “Ora tocca a te”. “Mmmm… che bocchinara! Succhiami il cazzo, puttana… così” Sapere che in quel momento Federica sta facendo godere nella sua bocca il cazzo di un altro uomo a me sconosciuto, mi provoca un dolore alla bocca ...