UN CONDOMINIO MOLTO SPECIALE
Data: 27/04/2020,
Categorie:
Etero
Autore: chicco52, Fonte: RaccontiMilu
... visione di una bella ragazza nuda, quella di un pezzo di carta stampata…
Mi sorprendeva l’indifferenza con la quale la ragazza restava nuda davanti a me, quasi io non esistessi affatto oppure fossi una persona alla quale era abituata da tempo.
Quando ebbe terminato il suo lavoro di pedicure, la ragazza si infilò sul corpo nudo un leggero abito nero, di maglina di lana, e sedette allo specchio a truccarsi e sistemarsi i capelli.
La guardavo avvicinarsi ed allontanarsi dallo specchio, per guardare l’effetto del trucco, poi chiuse la scatola che conteneva i suoi attrezzi, e si alzò, raggiungendo le altre ragazze in cucina.
Passando davanti alla finestra, mi lanciò una lunga occhiata, e proseguì il cammino.
Dalla tavola, alla quale si era seduta per cenare, la ragazza voltava spesso la testa nella mia direzione, ed io non mi spostavo , attendendo la volta successiva che mi avrebbe guardato.
Continuavo a pensare al suo corpo formoso che, appena contenuto da quel vestitino nero, premeva e traspariva nella sua impudica bellezza.
Restai seduto accanto alla finestra finchè il pranzo non ebbe termine, poi la vidi alzarsi, prendere la borsa ed uscire. Così, come si era preparata, senza neppure indossare la biancheria intima, scendeva le scale, e sparita alla mia vista, la immaginavo camminare in giardino fino a quel cancello dove al mattino l’avevo incontrata.
Nelle finestre vicine, la vita proseguiva, ed io ancora molto eccitato al pensiero di quel corpo ...
... accarezzato dal vestito frusciante, sedetti sul divano per tentare di distrarmi.
Presi in mano il libro e cominciai a leggere, senza capire neppure una parola. Fu in quel momento che sentii bussare alla porta. “serena” pensai. Ed aprii senza attendere un istante.
Ma non era Serena. Era la ragazza dal vestito nero, che ora si trovava davanti a me, con la borsa a tracolla, ed il vestito talmente aderente che i capezzoli sembravano due bottoni cuciti all’esterno.
“ti sono piaciuta?” mi sussurrò sorridendo, mentre per entrare scivolava con il corpo contro il mio costringendomi ad appiattirmi contro lo stipite della porta.
“molto” le risposi senza un filo di voce.
“ora voglio vedere se anche tu mi piaci” mi disse sedendosi scompostamente sul divano. Immaginavo il suo corpo sotto il vestito, e desideravo accarezzare i suoi grossi seni .
Mi avvicinai a lei, restando in piedi, e lei, con il viso all’altezza del mio inguine, posò una mano sulla cerniera lampo dei pantaloni e cominciò a tirarla lentamente verso il basso. Il dorso della mano premeva sul mio sesso e mi provocava un sottile piacere.
Con le mani le accarezzavo i capelli, mentre lei cercava di sbottonarmi i pantaloni e di abbassarli.
Quando mi trovai nudo, lei seppe subito cosa fare, portando una mano tra le mie gambe a raccogliere le palle, e carezzarle, mentre con la lingua cominciava a solleticare la punta del mio grosso uccello.
Tentai di abbassarmi per sfilarle il vestito, ma lei stringeva ad ogni ...