UN CONDOMINIO MOLTO SPECIALE
Data: 27/04/2020,
Categorie:
Etero
Autore: chicco52, Fonte: RaccontiMilu
... mia mossa, e mi provocava dolore. Non mi permetteva di toccarla, non mi lasciava giocare. Succhiava ora dolcemente ora avidamente la mia grossa cappella, con gli occhi chiusi e sentiva crescere l’eccitazione dentro di me.
Potevo solo carezzare il viso ed i capelli, perché ogni mossa mi era proibita. Con l’altra mano mi accarezzava il sedere, piano, lentamente, con movimenti circolari.
La desideravo fortemente, non vedevo l’ora di strapparle di dosso quell’abitino leggero, e tuffare il viso tra le sue grosse tette.
Tentai un’ultima mossa con le mani, per raggiungere la scollatura del suo vestito ed infilarsi all’interno, ma anche quella fu bloccata da una stretta alle palle più energica.
Lasciai che conducesse il suo gioco, e decisi di abbandonare ogni resistenza, nell’attesa di schizzare il mio seme nella sua bocca.
Ma lei, imprevedibile come era stata fino a quel momento, di colpo si staccò da me. Si alzò in piedi, lasciandomi con il grosso arnese al vento, ed aperta la porta uscì senza una parola.
Rimasi allibito, con la mia forte eccitazione lasciata a metà, le braghe abbassate alle caviglie, e probabilmente lo sguardo più ebete che un essere umano potesse mai aver avuto.
Così conciato, andai alla finestra, e dopo poco la vidi entrare in casa. Senza neppure uno sguardo dalla finestra, entrò nella sua camera, si sfilò il vestito e rimase completamente nuda.
Non dubitava che io la stessi guardando, ed i suoi larghi gesti me lo dimostravano. Andò al ...
... tavolino, estrasse dal cassetto un lungo arnese di color rosa, e si buttò sul letto a gambe spalancate.
Con una mossa lenta ma sapiente, fece scorrere il giocattolo lungo le gambe, e quando giunse all’altezza del pube, lo fece girare piano intorno al triangolo. Poi, mentre le gambe si aprivano ancora di più, e la sua schiena si incurvava per offrire alla mia vista la caverna più scura che avessi mai visto, con un gesto delicato iniziò a penetrarsi lentamente.
La mia mano correva sull’asta dura e dolorante, e piano scivolava allo stesso ritmo del suo giocattolo, quasi a simulare una penetrazione, mentre tutto il mio corpo seguiva con movimenti ritmati il gioco del suo corpo che riceveva piacere.
Bruciavo di desiderio e di rabbia per lo smacco che avevo subito, ma quel gioco perverso mi eccitava ancora di più. Cercai nelle stanze accanto alla sua la presenza delle sue amiche, ma nessuno sembrava abitare la casa oltre a lei.
Era immersa nel suo piacere solitario, immaginandomi alla finestra a masturbarmi mentre la vedevo, ed il suo corpo, percorso da brividi, ogni tanto balzava sul letto per irrigidirsi nuovamente.
Non potevo alzarmi i pantaloni in quello stato, e scelsi ancora una volta la vestaglia che copriva alla bell’e meglio la mia eccitazione. Mi precipitai fuori casa, e raggiunsi di corsa ma in punta di piedi la porta del suo appartamento.
Abbassai la maniglia, ed entrai senza fare il minimo rumore. Dall’interno vedevo le finestre della mia casa, e mi ...