1. La leggenda della ragazza lupo - parte 2


    Data: 22/03/2019, Categorie: Etero Autore: Yuko, Fonte: EroticiRacconti

    ... canide, dimenticando ogni conseguenza relativa alla catenina d'oro e al pendaglio, e ricominciò ad accarezzare l'animale sul ventre.
    
    Mille spiegazioni potevano essere più razionali di quella che rifiutava di ammettere. La lupa avrebbe potuto fortuitamente incastrarsi in una catenina rimasta appesa da qualche parte, ma di colpo Andrea si sentì sicuro.
    
    La lupa intanto si nutriva delle sue coccole e delle sue carezze come un bimbo bisognoso di affetto.
    
    Era un bel esemplare, forte e muscoloso, nonostante fosse inequivocabilmente una femmina, ma quelle zampe, quella forma distorta, fecero impressione al tosco.
    
    Invece di rastremarsi verso i piedi, gli arti posteriori, sproporzionatamente lunghi, si rigonfiavano prima di stringersi sulle zampe.
    
    Il pelo sulla schiena era molto lungo, segno forse del forte gelo che quell'anno attanagliava la valle.
    
    La lupa continuava a leccargli le mani e agitare la coda, molto corta e tozza, ma quando Andrea si distolse dalle coccole per prendere il capo dell'animale tra le mani, questo gli sembrò diverso da come l'aveva notato pochi minuti prima.
    
    Il muso sporgeva molto di meno e le orecchie basse in realtà erano quasi scomparse, rimpicciolite e riassorbite nel pelo che, sul volto dell'animale, si era fatto corto e rado, con una sfumatura di grigio molto chiara.
    
    Il fiorentino ragionò rapidamente concedendosi di non aver mai visto così da vicino un lupo. Anzi, dal vivo proprio non ne aveva mai visti e quindi i dettagli che ...
    ... ora notava erano quelli della reale fisionomia del canide, a lui, peraltro, totalmente sconosciuta.
    
    Ma quando le sue dita si impigliarono nel peli di una criniera che stava diventando lunghissima, l'uomo ristette come paralizzato, succube di eventi a cui non riusciva a dare più spiegazione.
    
    “Watashi o aishite!”
    
    Sentì ancora bisbigliare, senza però cogliere alcun senso in quel sommesso biascicare.
    
    Il petto dell'animale si stava gonfiando. Non erano più i profondi sospiri che poco prima Andrea aveva creduto di cogliere. Due mammelle si stavano espandendo, mentre le altre stavano scomparendo insieme al pelo grigio chiaro del ventre.
    
    Il lupo stava perdendo il pelo, ma non il vizio di leccargli le mani, di gemere sommessamente e di sussurrargli espressioni modulate in suoni però ancora incomprensibili.
    
    Il muso intanto si era appiattito e allungato, perdendo quasi completamente il suo belo. La bocca si era appiattita e le labbra, si erano ristrette solo intorno all'apertura centrale, eppure erano ora più gonfie e rosse.
    
    Andrea capì che quanto stava succedendo sotto i suoi occhi non aveva una base scientifica o razionale. Doveva imporsi di disconnettere completamente la sua mente, di abbandonare ogni tentativo di interpretazione intelligente.
    
    E così, finalmente, riuscì a percepire che il corpo della lupa si stava ormai completamente trasformando in quello di una donna.
    
    Il busto e il ventre, lunghi e aggraziati, si liberarono da ogni peluria, le zampe ...
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