La leggenda della ragazza lupo - parte 2
Data: 22/03/2019,
Categorie:
Etero
Autore: Yuko, Fonte: EroticiRacconti
... ni shite kure...!”
Una sequenza incomprensibile che pure aveva percepito molto distintamente.
Si allontanò un attimo dal muso che stava accarezzando. Il lupo lo guardava annusandogli la mano. Poco dopo prese a leccargli le dita. Una lingua calda, molto rasposa; il toscano riconobbe un gesto di intesa e di confidenza. Quell'animale sembrava aver bisogno di affetto, di lui, della sua premura. Quel cane selvatico cercava di comunicargli qualcosa.
Andrea gli sorrise e gli si inginocchiò di fronte e questo segnale sembrò convincere la bestia che riprese con più foga a leccargli la mano.
Lui continuò a grattargli il capo, allungandosi tra le orecchie e verso il dorso. Il pelo in quel punto era nero e lungo, una strisciata più scura tra le spalle grigie che si percepivano forti e muscolose.
Quel lupo avrebbe forse potuto sbranarlo senza eccessiva difficoltà, eppure in quel momento sembrava l'essere più affettuoso e bisognoso di attenzioni e di affetto che Andrea avesse incontrato negli ultimi suoi anni.
L'uomo si fece appresso al lupo il quale si allungò come per farsi abbracciare.
Il suo corpo sembrava più esteso e flessuoso e in quella posizione pareva che le sue zampe posteriori fossero smisuratamente lunghe.
“Sei un bravo cagnone, tu, eh?” gli sussurrò il fiorentino abbracciandolo con le due braccia e massaggiandolo sul collo e sulle spalle.
Il suo dito rimase incastrato in qualcosa nel pelo profondo e lungo del collo.
Andrea sollevò il dito ...
... trovando una catenina d'oro che avvolgeva le spalle dell'animale.
“Dio mio, che t'hanno fatto?” gli chiese rifiutando altre possibili interpretazioni che si ribellavano alla sua razionalità.
Seguì la catenina fin sotto al muso del lupo, ritrovando, sul petto, un ciondolo tondo che racchiudeva il fiore di un ciliegio e un simbolo in ideogramma: 桜の花 (Sakura no hana).
“Oddio mio! Non è vero, dimmi che non è vero!”
Andrea aveva sviato l'attenzione durante i racconti delle leggende di fianco al camino, eppure aveva fatto in tempo a sentire di un ciondolo e di una catenina d'oro che qualcuno giurava di aver visto sul collo di un lupo, che, precedentemente doveva essere appartenuta alla ragazza giapponese scomparsa anni prima.
Non aveva sentito del dettaglio del fiore, eppure ora riconosceva che quegli ideogrammi dovessero essere per forza in lingua giapponese.
Non sapeva interpretarli, ma conosceva bene che il fiore di ciliegio era l'antico simbolo dei samurai.
“Jiyū ni shite kure!”
Sussurrò ancora il lupo. Un bisbiglio nettamente percepibile, eppure incomprensibile.
Andrea si sentì obnubilare la capacità stessa di pensare. Si trovava in una situazione del tutto irrazionale e non sapeva come atteggiarsi. Fuggendo da sequenze di pensieri che non approdavano ad alcuna meta, allungò le carezze al ventre dell'animale che si mise zampe per aria in segno di estrema e vulnerabile sottomissione.
“Sei una lupa!” esclamò l'uomo di fronte alle evidenti mammelle del ...