1. Il tormento di un padre (tanta sborra in fondo al retto)


    Data: 09/03/2019, Categorie: Gay / Bisex Autore: LuogoCaldo, Fonte: Annunci69

    ... e mi rispose seccato.
    
    “Niente da fare allora, qui si entra in coppia!”.
    
    Lo guardai interrogativo. “In che senso in coppia?”
    
    “Il fidanzato, un amico, uno che hai raccattato per strada …” Specificò. “Non credo che tu abbia problemi a trovare qualcuno ...” Aggiunse in modo allusivo.
    
    I suoi movimenti erano effeminati e, mentre mi parlava, si portava la mano sul fianco e tamburellava compulsivamente la punta del piede sul pavimento
    
    “Ma … Perché? Non vedi che sono solo adesso … Non puoi farmi passare lo stesso …?” Estrassi il portafoglio dalla tasca dei calzoni per sembrare più convincente.
    
    “No che non posso, è la regola del locale!” Mi rimbottò lui. “Si entra in due: uno fa l’attivo e l’altro il passivo”. Proseguì. “Il passivo passa avanti e viene introdotto nella stanza delle ghigliottine …”.
    
    “Eh?”. Esclamai stupefatto. “La stanza delle ghigliottine?” Credevo di aver sentito male.
    
    “Ahahah … No, non è quello che pensi!” Chiarì subito lui. “È una stanza la cui parete di fondo ha degli alloggi per i passivi. Inseriscono il busto dentro al buco e lasciano che il culo sporga all’esterno”.
    
    Ero basito.
    
    “E l’attivo?” Domandai.
    
    “Entra quando vuole e trova le cagne in posizione …” Continuò lui. “Così è libero di montarsele tutte quante …”
    
    “Cristo!” Ero inorridito al pensiero di quello che stava accadendo a mio figlio. “E allora scusa ...” Provai ad insistere. “Perché fai entrare solo le coppie?”.
    
    “Perché ci vuole equilibrio!” Tagliò corto. “Sennò si ...
    ... presenterebbero troppi passivi per troppo pochi attivi …” Il discorso filava.
    
    “E comunque il punto è che questo è un gioco per coppie”. Mi spiegò serio. “Fa leva su dinamiche relazionali …”.
    
    Lo guardai perplesso.
    
    “No davvero!” Proseguì lui entusiasta. “Il gioco prevede che l’attivo peschi un adesivo da questo sacchetto e che lo attacchi sul sedere del passivo”.
    
    Mentre parlava prese il sacchetto da sopra al bancone e me lo mostrò euforico.
    
    “Gli adesivi hanno tutti colori differenti, guarda!” Mi disse invitandomi a sbirciare all’interno.
    
    Annuii fingendo interesse.
    
    “In questo modo il passivo viene marchiato e il suo compagno sa quando qualcuno lo sta montando …”.
    
    Rabbrividii. “Come se fosse un animale?” Sbottai senza riuscire a trattenermi.
    
    “Ahahaha … Ma no, dai … Certo che no …! È tutto terribilmente eccitante, credimi!” Aggiunse calmo. “È proprio per questo che le persone vengono qui …Perché hanno bisogno di condividere … Non ti è mai capitato di vedere l’oggetto del tuo desiderio posseduto da qualcun’altro…?”
    
    Non sapevo cosa rispondere. “Certo che si. È lì dentro l’oggetto del mio desiderio” Avrei voluto urlare. “In questo momento so che qualche toro sta serrando le cosce attorno alle sue natiche di velluto ed è un tormento …”
    
    “C’è a chi piace, sai?” Insistette lui. “O tu sei uno geloso?”
    
    Mi sentivo profondamente turbato.
    
    Il pensiero che quel depravato di Alessandro stesse usando il mio bambino come carne da macello mi mandava il sangue ...