1. IL RITO


    Data: 10/01/2019, Categorie: Incesti Autore: Scribonia, Fonte: RaccontiMilu

    IL RITO
    
    (In un altro sito, questo racconto è pubblicato sotto il nome di InchiostroEMente. Sono sempre io)
    
    AMBIENTAZIONE:
    
    13.300 a.C. Cultura magdaleniana.
    
    Paleolitico Superiore.
    
    IN QUELLA CHE ORA E’ LA FRANCIA CENTRO – MERIDIONALE:
    
    I balli dal pomeriggio continuarono per gran parte della notte. I membri della tribù degli Anerak, circa duecentocinquanta, avevano messo fuochi ed amuleti attorno ai fuochi nel grande spiazzo da loro ricavato nel bosco accanto alle nove grotte alle pendici dei Grandi Monti Bianchi. I fuochi erano alti e donne e uomini danzavano attorno agli stessi: le donne scoprivano I loro seni e gli uomini I loro possenti fisici atti alla caccia. Anche le donne avevano fisici forti, come anch’esse partecipavano non di rado alla caccia, pur se molte di loro si dedicavano con maggior cura alla crescita della prole e a far misture per poi poter lasciare ciò che vivevano e vedevano all’interno delle grotte, pitturando la loro vita di tutti I giorni. I bambini della tribù scherzavano e ridevano, mentre I membri più grandi, I loro genitori, danzavano in onore e rispetto della Madre Terra, chiedendo venia ai tre megaloceri che avevano uccisi poche ore prima per sfamarsi e per prendere la loro pelle. Gli anziani , e soprattutto lei, la Madre degli Anerak, una anziana donna, la più anziana di tutti e di tutte, aveva lo sguardo perso nel fuoco mentre nelle sue mani stringeva delle ossa di uccello.
    
    Ordak guardava quelle scene di giubilo e di ...
    ... rito da pochi metri sopra; seduto sulla roccia che apparteneva ai loro monti. Quella fu l’ultima caccia che il ragazzo vide da spettatore della tribù, giacché pochi giorni dopo anch’egli, come due suoi coetanei, sarebbe stato benedetto dalla Madre degli Anerak con l’antico “rito degli Dèi”. Con questo rito si diveniva parte integrante della tribù, giacchè prima si era solo “figli degli Anerak”. Ciò avveniva trenta notti dopo il risveglio stagionale degli orsi, e dopo venti inverni di vita. Presso gli Anerak non era così scontato raggiungere l’età adulta ed essere veramente parte della tribù. Molti morivano prima del rito per malattie, per attacchi da parte degli orsi delle caverne, dei leoni delle caverne, lupi e, come accadde due inverni prima, da parte di un gruppo in corsa di adlaki (mammut primigenius) che, dopo una caccia andata a male, spaventati, si diressero verso le nove grotte e con il loro passaggio uccisero cinque “figli degli Anerak” aventi età che andavano dai cinque ai diciassette inverni di vita, e due membri adulti di trenta e quarantadue inverni (gli anni presso gli Anerak si contavano in inverni: venti inverni corrispondevano a venti anni, quindi ogni inverno era un anno).
    
    Ordak pensava al rito,aveva paura di non esserne all’altezza. Suo padre possedeva il bastone da comando finemente decorato da lui stesso, mentre sua madre era la più esperta cacciatrice e la sua collana era adorna da tre denti di orso delle caverne. Lui fino ad ora si era limitato ad ...
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