1. Come ho scoperto di essere una troia!


    Data: 21/01/2026, Categorie: Sesso di Gruppo Tue Racconti Autore: pennabianca, Fonte: RaccontiErotici.top


    Mi chiamo Elena, ho 24 anni, sono una bella ragazza alta m. 1,75, bionda naturale, grandi occhi verdi, un viso molto carino, da angioletto, così dicono, il nasino un po’ all’insù. La bocca è grande, carnosa, morbidissima. Il seno un po’ piccolo, appena una seconda, ma ben fatto. Il culo, invece, è il mio punto di forza: a mandolino, sodo, alto, bellissimo! Ero fidanzata da cinque anni con Andrea, un ragazzo di 25 anni, moro, alto m. 1,80, un fisico nella norma ma dal cazzo grande, bello, anche molto grosso. Fra di noi le cose giravano molto bene e, con lui, ero sempre stata molto attenta non far passi falsi, specie nel sesso. Prima di conoscer lui, ne avevo già fatto: all'età di 19 anni, avevo già preso una dozzina di cazzi, più o meno, di ogni specie e dimensioni, ma quello di Andrea li superava tutti. Ero felice della mia vita sessuale, anche se avvertivo la sensazione di esser un po’ troppo limitata nella mia libertà d'azione, ma lo accettavo per amor suo. Come ho detto, lui era abbastanza dotato: cazzo lungo e molto grosso che, quando lo prendevo in bocca, mi sembrava non riuscire ad accoglierlo tutto. Girava tutto a meraviglia, quando, un pomeriggio, tornata a casa in anticipo dal lavoro, perché s’era verificato un principio d'incendio nell’ufficio dove lavoro, trovo mia madre sul divano, che si faceva montare da quel porco del mio ragazzo. Pensate: rientro e vedo ma madre che gode come una maiala con lui che le stava sfondando il culo, cosa che io non gli avevo mai ...
    ... consentito di fare.
    È inutile dire la baraonda che si è scatenata. I miei hanno divorziato ed io e mia madre non ci siamo più parlate. Quello che mi segnato di più, è stata la confessione di mio padre, quando mi ha detto che mia madre era malata perché ninfomane. Un solo cazzo non le bastava, doveva prenderne tanti, e continuamente. Mio padre lo sapeva, ma ormai non l’amava più. Grazie a questo casino provocato da me, vi fu la loro separazione. Il racconto di mio padre continuava a risuonarmi nel cervello continuamente e, in me, cresceva il dubbio che anch'io potessi esser una ninfomane. Mi rendevo conto di pensare al sesso in ogni istante, di adocchiare i pacchi dei ragazzi per strada, di flirtare con chiunque, con qualunque pretesto. Ma poi, per fortuna, finiva lì, perché, come ho detto, essendo fidanzata, dovevo darmi una regolata. Dopo questo gran cambiamento nella mia vita, ero davvero indecisa su come comportarmi in presenza di maschi anche carini e, poiché avevo mandato al diavolo Andrea, pensavo di concedermi un periodo di riflessione e cercar di capire come vivere la mia vita futura. Passano dei mesi ed arriva il periodo delle vacanze, che avevo programmato assieme ad un'amica fidata. Avevamo già pagato tutto, ma lei, due giorni prima della partenza, ha avuto un brutto incidente con il motorino, rompendosi un ginocchio e, quindi, a me non restava che, o rinunciare a mia volta o andare da sola in vacanza. Ho deciso di andare. Avevamo prenotato in un villaggio vicino ...
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