1. Un incontro casuale.


    Data: 11/01/2026, Categorie: Trans Tue Racconti Autore: pennabianca, Fonte: RaccontiErotici.top

    ... continuo ad eccitarci a vicenda, spesso ero proprio io a fare in modo che la parte anteriore dei suoi pantaloni risultasse molto tesa. Anche lui non era da meno nei miei confronti, continuando ad infilare, ad ogni occasione, le mani sotto la mia gonna per palpare sia il culo che la micia, già abbondantemente fradicia di umori. Dopo una cena molto intima e sensuale, caratterizzata più dal nostro gioco, che dalla bontà del cibo, siamo usciti a spasso per il paese, fin quando, in una carina piazzetta, abbiamo trovato un bar gelateria che, oltre ad aver tavoli liberi, aveva un ragazzo che suonava al pianoforte e cantava musica live.
    Il posto era talmente intimo, romantico, che ci siamo fermati per consumare un gelato e poi ballare molto stretti, così vicini che, ad un certo punto, mi son sentita quasi penetrata da lui, tanto la sua erezione era schiacciata contro il mio ventre. Poco dopo la mezzanotte, ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo convenuto, dandoci un bacio, che era giunta l’ora di far ritorno nell’appartamento affittato per le vacanze, distante circa dieci km dal paese e situato in prossimità di una delle più belle baie della Corsica. Appena salita in auto, mi son appoggiata a lui mentre guidava e, con la mia mano destra, accarezzavo lentamente i suoi pettorali, scendendo sempre più in basso, fino a raggiungere il consistente pacco, che si stava gonfiando per l’ennesima volta delle mie mani.
    «Amore, abbi pazienza, se continui così, finirà che facciamo un ...
    ... incidente, oppure mi fari venire nei calzoni e, sicuramente, non è questo che vuoi, rischiando di farci male o concludere qui questa serata che, fino a questo momento, ci sta regalando emozioni incredibili.»
    Ignorando le sue parole, ho aperto la patta dei pantaloni e, infilate dentro le mani, mi ha estratto quello splendido scettro che si ritrova fra le gambe. Poi, senza dir nulla, mi son abbassata ed ho serrato le labbra intorno a quella bollente cappella. Mentre la mia lingua ruotava dolcemente, stuzzicando frenulo e punta, lui ha emesso un lungo gemito. Stavo per affondare quello splendido membro dentro la mia gola, quando lui di colpo ha fermato l’auto. Dopo qualche istante, mi son staccata da lui e, sollevata la testa, ho guardato davanti a noi: illuminata dai fari, a circa dieci metri, una figura femminile agitava le braccia, cercando di attirare la nostra attenzione.
    Ci siamo fermati e siamo scesi entrambi.
    «Scusatemi, mi chiamo Jessica, ho forato la gomma anteriore dell’auto e non so come cambiarla. Rimanere qui al buio, con il cellulare che non ha campo, mi sta realmente terrorizzando. Vi prego, mi aiutereste a cambiare la gomma, oppure potreste darmi un passaggio fino a paese più vicino?»
    Alessandro si è voltato per un attimo verso di me, che ho rivolto a lui uno sguardo di assenso, mentre mi avvicinavo alla ragazza che stava effettivamente tremando di paura. Ho cercato di tranquillizzarla; mentre parlavo con lei, mi rendevo sempre più conto che c’era qualcosa che non ...
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