Che bel toro mio cognato!
Data: 27/08/2025,
Categorie:
Tradimenti
Tue Racconti
Autore: pennabianca, Fonte: RaccontiErotici.top
Mi chiamo Arianna, 27 anni, single, sono una bella ragazza, alta m. 1,70, capelli lunghi e biondi, occhi azzurri, una bella bocca ampia e labbra carnose. Il seno è di una 4ª misura ed ho un bel culo che fa da cornice a cosce lunghe e affusolate. Ha una sorella di due anni più grande di me, sposata con Piero, un bell’uomo sulla trentina. Nell’insieme, sono una bella coppia, anche se a me sembra che mia sorella sia, nei confronti di suo marito, alquanto severa: a volte lo tratta in maniera piuttosto dura. La scorsa estate abbiamo deciso, assieme ai miei genitori, di affittare una villa in una nota località balneare. In periodi alterni, ci siamo recati in quel posto per godere di un po’ di sole e relax. Io lavoro nel mondo della moda e, ormai da quasi un anno, non vedevo né familiari, né tantomeno Piero. Quando son giunta alla villa, lui era da solo con i miei genitori, perché mia sorella era dovuta rientrare in città per un problema di lavoro. Il primo giorno, io e Piero siamo stati in spiaggia a parlare per moltissimo tempo e, spesso, mi dilettavo a sfiorarmi la passera, cercando di non farlo notare. Era da un mese che non scopavo ed era già un bel disastro per me; la mancanza di un maschio si faceva sentire. Sono sempre stata un po’ molto puttanella e, nel mio ambiente, di cazzi se ne possono trovare tanti e di tutte le misure, ma io ero stata troppo assorbita dal lavoro e perciò non mi ero messa alla ricerca di chi potesse farmi fare una bella scopata, per cui, adesso, la ...
... voglia la faceva da padrona. Non mi era per niente sfiorata l’idea di poter far sesso con Piero, perché mio cognato. Indossavo un costume nero a due pezzi, mentre lui aveva uno slip di quelli aderenti, che mi ha subito dato l'impressione che fosse munito di un bel pacco al di sotto di quell’esile indumento. Decidemmo di andar a fare un giro seguendo il bagnasciuga e, man mano che andavamo avanti, ci rendemmo conto che la spiaggia era sempre più deserta, ma, nello stesso tempo, i pochi bagnanti che c'erano, erano sempre più disinvolti, in atteggiamenti alquanto osé, qualche ragazza, ad esempio, prendeva il sole senza il pezzo di sopra del costume. Lui continuava a lanciarmi delle occhiate molto maliziose, io lo notavo e gli sorridevo. La nostra spiaggia era ormai lontana e faceva un caldo terribile, quando arrivammo alla recinzione di una villa, chiaramente disabitata, dove vi erano molti cartelli che ne vietavano l’accesso. Lui rimase per un po’ ad osservare, cercando la maniera di entrarci. Mi disse che voleva entrare ad ogni costo, voleva vedere quel posto, così bello e riservato. Mi guardai intorno e cercai di dissuaderlo dal violare la recinzione, anche se molto malandata.
«No dai, Piero, ho troppa paura, ci potrebbero essere dei sistemi di sicurezza o cani da guardia e potrebbe esser molto pericoloso. Andiamocene.»
Poi vedemmo una piccola stradina in un campo di grano, che, di sicuro, avrebbe portato dalla parte opposta del grande muro. Gli dissi ancora che avevo paura, ...